Sabbia bianca

lavoro del mare
nei secoli

Informazioni personali

lunedì 31 ottobre 2011

Gomez e Morticia Adams


Non ho mai apprezzato la festa di Halloween e la trovo davvero una brutta cosa per i bambini, anche perchè secondo me è un modo macabro di parlare della morte , cosa che io trovo argomento da affrontare in modo molto delicato con i bambini che hanno la fortuna di non trovarselo obbligatoriamente.
Ma il discorso sarebbe lungo, voi cosa ne pensate?
Per sdramatizzare questo video mi piace molto , è la serie che mi piace di più tra le varie riedizioni.

domenica 30 ottobre 2011

Cappadocia parte 3 - Kaimakly- a cosa servivano


 questi cerchi di pietra erano le porte di chiusura che facevano rotolare in apposite scanalature
si può tranquillamente percorrere tutti i corridoi, vi è un sistema di aereazione davvero notevole che serviva anche per comunicare verbalmente tra gli abitanti.


Il villaggio di Kaymakli, in apparenza simile a molti altri, nasconde nel sottosuolo una gigantesca città sotterranea (Yeralti Sehri) scavata tra il VI e il X sec., in un tufo particolarmente friabile e articolata su otto livelli (solo quattro sono visitabili) fino a una profondità di 45 metri. Questa città, le cui strade sono dei veri e propri cunicoli, avevano depositi per il grano, celle, stanze d'abitazione, cappelle, loculi per sepolture, che si affacciano su un labirinto di scale e stretti corridoi in pendenza. Le costruzioni sotterranee sono raggruppate intorno a un camino di aerazione.
La loro origine risalirebbe agli ittite (1900 AC - 1200 AC) che li avrebbero utilizzati per rifugiarsi contro i popoli venuti da Tracia nel XIIIe secolo, durante la caduta del' impero ittita.
Questi luoghi furono più tardi occupati da altri popoli, fra cui Comunità cristiane, poterono anche fungere da cantina a vino.

Cappadocia - 2 parte- Derinkuyu

Circa 200 città sotterranee ad almeno due livelli, sono state scoperte nell'area che si estende fra Kayseri e Nevşehir, circa 40 delle quali hanno almeno 3 livelli di profondità. Le città trogloditiche di Derinkuyu e Kaymaklı sono due fra le meglio conservate.
La città sotterranea è stata aperta ai visitatori nel 1969 e degli otto piani di cui è composta, ne sono accessibili per i turisti solamente quattro. La profondità è stimata intorno agli 85 metri.






GOREME

Una distesa di piccoli monti

degradanti dal marrone

al bianco.

Pinnacoli,

camini,

cappelli e

funghi.

Erosa dal tempo

la terra

ha raggiunto la fantasia

creando

immagini di fiaba.

Ma il belare

 di una pecora

riporta al presente

mentre 

 la polvere impalpabile

si posa su tutto.


Cappadocia...

ho trovato delle fotografie molto suggestive, di una Valle di Goreme che non ho mai avuto la gioia di vedere, i Camini delle fate con la neve.





Per migliaia di anni, e fino ad oggi, la regione è sempre stata luogo di insediamenti umani. Vi fiorirono alcune antiche civiltà, come quella degli Ittiti, o altre ancora provenienti dall'Europa o dalle stesse regioni dell'Asia Minore, e ognuna di esse ha lasciato in Cappadocia la propria impronta culturale.
Le peculiarità geologiche del sito hanno fatto sì che i suoi paesaggi siano spesso descritti come "lunari". La formazione geologica tipica, un tufo calcareo, ha subito l'erosione per milioni di anni, acquisendo forme insolite ed è abbastanza tenero da consentire all'uomo di costruire le sue abitazioni ricavandole dalla roccia, dando vita a insediamenti rupestri, piuttosto che a edifici innalzati da terra. In questo modo, i suoi paesaggi lunari sono pieni di cavità e grotte, sia naturali che artificiali, molte delle quali continuano ad essere frequentate e abitate ancora oggi.









anche in autunno è molto suggestivo.

sabato 29 ottobre 2011

TURCHIA Pamukkale


Ho trovato questo video che riporta un po' la visione dei tempi passati.

PAMUKKALE - Castello di cotone



Visto che siete stati così gentili ad aprezzare il Nemrut Dagi, vi propongo un'altro luogo "magico", anche questo ho avuto la fortuna di vederlo nel lontano 1972 quando ancora era  quasi "inesplorato".
Pamukkale, che in turco significa "castello di cotone", è un sito naturale della Turchia sud-occidentale, nella provincia di Denizli, prossimo all'omonimo abitato. L'antica città di Hierapolis venne costruita sulla sommità del bianco castello che copre un'area di 2700 metri di lunghezza e 160 d'altezza. Può essere visto da grande distanza, perfino quando ci si trova sul lato opposto della vallata, a circa 20 km dalla città di Denizli. Pamukkale si trova nella regione interna Egea, nella valle del fiume Menderes, che crea un clima temperato per buona parte dell'anno.
I movimenti tettonici non solo hanno causato frequenti terremoti, ma hanno anche permesso la nascita di numerose fonti termali, ed è proprio l'acqua che sgorgata da queste fonti con il suo contenuto minerale, in particolare di gesso, che creò Pamukkale. A parte una piccola quantità di materiale radioattivo, l'acqua contiene grandi quantità di carbonato di idrogeno e calcio, che rende le piogge ricche di bicarbonato di calcio. Questi fenomeni atmosferici lasciano spessi strati bianchi di calcare e travertino lungo il pendio della montagna, rendendo l'area simile ad una fortezza di cotone o di cascate di ghiaccio.
 Ora non è più così e io purtroppo l'ho vista degradare negli anni ( ci sono stata talmente tante volte)


Sfortunatamente Pamukkale venne abusata nel tardo ventesimo secolo, alcuni hotel furono costruiti sopra al sito, distruggendo parte delle rovine di Hierapolis. L'acqua calda fu incanalata allo scopo di riempire le piscine artificiali degli alberghi. Gli scarichi di queste ultime per anni riversarono le acque reflue direttamente sul sito contribuendo in maniera determinante all'inscurimento delle vasche calcaree. Fu anche costruita una strada asfaltata in mezzo al sito per permettere ai visitatori di raggiungere la parte alta della formazione in bici, moto o a piedi. Inoltre fu concesso a questi ultimi di lavarsi all'interno delle vasche calcaree utilizzando detergenti di natura industriale aggravando ulteriormente il problema.
A seguito dei danni prodotti, L'UNESCO è intervenuta, predisponendo un piano di recupero nel tentativo di invertire il processo di inscurimento. Gli hotel furono demoliti, e la strada coperta da piscine artificiali che sono tuttora accessibili, a differenza del resto, dai turisti a piedi nudi. Una piccola trincea è stata scavata lungo il bordo, al fine di recuperare l'acqua ed evitarne la dispersione. Le parti brune sono sbiancate lasciandole al sole, in assenza di acqua per diverse ore al giorno. Per questo motivo molte piscine sono vuote. Alcune aree sono coperte d'acqua per un paio di ore al giorno, secondo la programmazione mostrata in cima alla collina. Inoltre il sito è costantemente sorvegliato da addetti che impediscono ai visitatori di abusare dei luoghi. Grazie a questi interventi il luogo sta lentamente riprendendo il suo naturale colore bianco.
L'attività vulcanica sotterranea che ha generato le fonti termali, permette anche all'anidride carbonica di fuoriuscire generando quella che viene chiamata "Plutonium", formata interamente da plutone, e che significa "luogo del dio della morte".

 Per ricordare com'era lascio un'altra mia poesia.

Il sole abbacinante
dardeggia
le pareti bianche
dove rivoli d'acqua
scorrono
dal tempo dei tempi.
Goccia a goccia,
stilando dalle fessure
ha costruito
un castello per le fate
con guglie e merli,
con terrazze
e piccoli passaggi
dove i raggi del sole
a sera
colorano di rosso
e arancione,
di giallo e di sfumature
sempre più scure, 
mentre la notte avanza
e nel buio
la luna
si perde
in quella foresta
lattiginosa.

1990 ultimo viaggio in Turchia.
una visione già deturpata, ma che in me era rimasta sempre uguale, ci ho camminato con i miei figli, mi sono immersa nelle piccole piscine, sono stata sotto le cascate in luogo quasi irreale.



giovedì 27 ottobre 2011

Nemrut Dagi

le tristissime notizie di questi giorni del terremoto che ha provocato così tante morti innocenti ha riportato in mente un sito archeologico che dista circa un 700 km , che ancora non molto conosciuto è di un bellezza straordinaria.


 Notizie:
Il Nemrut Dağı è un rilievo della Turchia, appartenente al gruppo del Tauro Orientale è, con i suoi 2150m, il più alto della Mesopotamia settentrionale.
Sulla sua sommità si erge la tomba santuario del re Antioco I di Commagene, riportata alla luce nel corso di scavi effettuati dalla American School of Oriental Researches diretti da Theresa Goell nel 1953. Si compone di un tumulo di pietra frantumata, di 150 m di diametro per un’atezza di 50 m. Alla base tre terrazze: terrazza nord, terrazza ovest e terrazza est, formano il santuario; altari e statue gigantesche a creare uno scenario toccante che coglie il suo apice alla luce dell’alba e al tramonto del sole. Data la sua ardua collocazione, la natura ha prevalso sull’uomo e con fulmini, terremoti e lo stesso trascorrere del tempo, le statue sono state decapitate e le teste sistemate intorno all’incredibile tumulo. Il luogo della sepoltura, nonostante diversi tentativi, è ancora da scoprire.

 queste le notizie, ora so che si può arrivare a questo sito praticamente in auto, all'epoca in cui lo visto io ci si fermava a circa 80 km, a Malatya e da qui si partiva con un pulmino percorrendo una strada tutta a tornanti, ma non era finita, il pulmino ti lasciava in uno spiazzo da cui ti inerpicavi su ciotoli insidiosi per un tratto di cammino di circa un'ora e mezza. Io l'ho fatta a piedi mentre i miei figli (il più piccolo circa 7 anni) a dorso di mulo Ancora più difficile perchè la strada è tutta il salita.
Inoltre la spettacolare visione d'insieme deve essere vista o all'alba o al tramonto, all'alba voleva dire partire a metà notte, quindi noi l'abbiamo fattpartendo a metà pomeriggio per vederci il tramonto.
La cosa più curiosa è che appena giunti in cima, come per magia, dalle rovine "emerse" un tipo con il vassoio e e il cay caldo (forte e intenso), chissà dove lo aveva fatto.

Lo spettacolo vale tutta la fatica. Oltre che spettacolare, lascia un ricordo indelebile, perchè il sole tramontando percorre con la sua luce le teste colossali delle statue, sciogliendo i colori dell'arcobaleno.Non è dato di spiegare, bisogna assistervi.
Io ho provato a descriverlo in una poesia:


Raggi rossi
si allungano nel buio
sfumandosi pian piano
in un arancio luminoso
che si avvicina al giallo.
Inseguendosi 
come fanciulli
si allontanano
nel creouscolo 
per fermarsi
ad illuminare
qua una testa,
la uno scudo,
fino a quando
la notte 
ha il sopravvento...
ed è il buio.


Il tumulo di Antioco è ancora un enigma perchè non può essere scavato (crollerebbe tutto perchè è ricoperto di frammenti di pietra), l'unica cosa che è stato possibile fare è passarlo ai raggi x,vedendo cosa ci potesse essere all'interno (degli spazi vuoti che potrebbero essere delle stanze della tomba).
Ecco cosa si dice:
 
"Lassù, in alto, in un luogo impervio e inaccessibile Antioco I re di Commagene (in greco Κομμαγηνή), un piccolo stato cuscinetto schiacciato tra l’impero romano e quello persiano, nel primo secolo avanti Cristo fece erigere il suo mausoleo, generando il culto che trasformò il monarca in divinità trascendente. Da quell’epoca remota un messaggio inciso nella pietra dal sovrano è giunto fino a noi:
Qui vicino ai troni celesti, su fondamenta inaccessibili alle ingiurie del tempo, ho desiderato elevare questa tomba consacrata agli Dei, questo Hierothèsion, dove il mio corpo effimero, dopo essere invecchiato in mezzo alle benedizioni, dormirà nel sonno eterno separato dalla pia anima volta verso le regioni celesti di Zeus Oromasde.

domenica 23 ottobre 2011

.....

Maschera sul viso
ardore nel cuore
una spada rotta.

Terribile incidente al Gp della Malesia, muore Marco Simoncelli

Se ne va uno dei personaggi più simpatici e gioiosi dello sport italiano. Marco Simoncelli, che il 20 gennaio prossimo avrebbe compiuto 25 anni, già campione mondiale delle 250. SupeSic, come era conosciuto nel paddock, era nato a Cattolica nel 1987. Sin da piccolo dà l'impressione di vere la moto nel sangue: comincia a correre a 7 anni con le minimoto nella sua città, e già nel 2002 è campione europeo classe 125.


Non ci sono parole per una morte inutile.




Museo del Cinema nella Mole Antoneliana



si trova all'interno della Mole ed è davvero spettacolare, io non ero mai andata perchè giudicavo la cosa un po' "banale", ma mi sono dovuta ricredere, è davvero interessante e d'effetto.














alcune locandine...



e poi quelle dei miei attori preferiti


il film che ha dato anche il nome al locale che c'è all'interno con video incorporato nel tavolo e che forse non tutti sanno chi avesse scritto la sceneggiatura
ed infine dei titoli a piacere...