Sabbia bianca

lavoro del mare
nei secoli

Informazioni personali

venerdì 30 marzo 2012

Antichi mestieri : i cordai

I cordai erano bravissimi e valenti artigiani che facevano le funi a mano. Avevano un unico attrezzo di lavoro, consistente in una grande ruota, a doppia faccia, di almeno un metro di diametro, con al centro una manovella. Nel passato le funi erano molto richieste. Se ne antichi mestierifaceva largo uso in tutti i mestieri, dal contadino, al pastore e al pescatore. La materia prima era la stoppa derivata dalla canapa. Questa veniva legata alla ruota e mentre girava, filo dopo filo, veniva avvolta. Nasceva così l’embrione della corda. Rotoli di spago venivano attorcigliati con il girare continuo della ruota, azionata da un bambino oppure dalla moglie dell’artigiano. I mastri funai lavoravano sempre all’aperto. Non era possibile fare diversamente, in quanto la lunghezza delle funi non permetteva la lavorazione all’interno di locali , davanti alla ruota ci doveva essere uno spazio libero di almeno venti metri per potere lavorare tranquillamente. Mano a mano che la corda si formava veniva arrotolata attorno alla ruota, fino a che non si raggiungeva la lunghezza desiderata.  Per fare una fune grossa si producevano prima diverse funicelle di piccola e media grandezza. Dopo si legavano alla ruota nel numero di due, tre o anche quattro. La ruota girava in continuazione, mentre l’artigiano andava a piccoli passi indietro, tirando e bagnando continuamente la corda, fino a quando non terminava il lavoro.

 chi si ricorda?

lunedì 26 marzo 2012

divertente...

La dama con l'ermellino di Leonardo da Vinci

ovvero dicasi...col furetto!

casa natale (è ancora così)
Figlio illegittimo del notaio ser Piero da Vinci, nacque ad Anchiano il 15 aprile 1452, sua madre era una certa Caterina che non fu mai esattamente identificata. Fu ben accettato dal padre che non ebbe figli, infatti si legge così :«Lionardo figliuolo di detto ser Piero non legittimo nato di lui e della Chaterina che al presente è donna d'Achattabriga di Piero del Vacca da Vinci, d'anni 5».


 Ricordo di aver letto che ancora giovincello , ma già conosciuto come pittore, ebbe commissionato dal padre per un mercante uno scudo, Leonardo vi dipinse un drago e poi lo pose nella stanza semibuia con un raggio di luce ad illuminare la parte dipinta, si dice che il padre entrato rimase talmente impressionato che andò a comperare per il mercante uno scudo già preparato e quello lo portò direttamente a Firenze.


Una sua frase :
La pittura è una poesia che si vede e non si sente, e la poesia è una pittura che si sente e non si vede. Adunque queste due poesie, o vuoi dire due pitture, hanno scambiati i sensi, per i quali esse dovrebbero penetrare all'intelletto .


Una sua favola :
Il granchio

Un granchio si accorse che molti pesciolini, anziché avventurarsi nel fiume, preferivano aggirarsi prudenti intorno ad un masso. L'acqua era limpida come l'aria, e i pesci nuotavano tranquilli godendosi l'ombra e il sole. Il granchio attese la notte, e quando fu sicuro che nessuno lo avrebbe visto, andò a nascondersi sotto il masso.
Da quel nascondiglio, come un orco dalla sua tana spiava i pesciolini, e quando gli passavano vicino li acciuffava e li mangiava.
- Non è bello ciò che stai facendo, brontolò il masso. Approfitti di me per uccidere questi poveri innocenti.
Il granchio non ascoltò nemmeno. Felice e contento seguitava a catturare i pesciolini trovandoli di un sapore prelibato. Ma un giorno, all'improvviso, venne la piena. Il fiume si gonfiò, investì con grande forza il masso, che rotolò nel letto del fiume, schiacciando il granchio che gli stava sotto.




Leonardo da Vinci muore il 2 maggio 1519 , a soli 67 anni,  nella residenza di Cloux, e viene sepolto nella chiesa di S. Valentino presso Amboise,  lasciando tutti i suoi manoscritti, disegni e strumenti in eredità agli allievi Francesco Melzi e Salai (diavolo) , suo discepolo preferito e più amato, con cui si dice avesse rapporti "strani" e che nella sua eredità ebbe molte opere di Leonardo, tra cui pare anche La Gioconda (non si sa se originale o copia).
Salai (uno dei tanti dipinti)