Sabbia bianca

lavoro del mare
nei secoli

Informazioni personali

domenica 29 aprile 2012

un antico mestiere...il restauratore di libri

non è proprio un antico mestiere perchè si continua a farlo, forse è più il "ricopiatore di libri" ad essere raro e mi è stato detto che in un monastero della Val di Susa, non lontano (o almeno non molto) da Torino, ci sono ancora monaci che lo fanno. Si tratta del monastero di Novalesa, che da anche ospitalità a pellegrini o per meglio dire a chi volesse fare un po' di ritiro spirituale o aprirsi alla fede, fino a poco tempo fa solo per uomini, ora accetta anche gruppi misti (che però non vengono ospitati all'interno ma in una foresteria)
Qui un video che mostra il luogo ameno e ciò che si fa all'interno

e qui invece un link dove scoprire tutto
Novalesa

e anche fare un  tour virtuale

buona scoperta...

sabato 28 aprile 2012

una canzone di Faber quasi sconosciuta ai più

Caro amore
nei tramonti d'aprile
caro amore
quando il sole si uccide
oltre le onde
puoi sentire piangere e gioire
anche il vento ed il mare.

Caro amore
così un uomo piange
caro amore
al sole, al vento e ai verdi anni
che cantando se ne vanno
dopo il mattino di maggio
quando sono venuti
e quando scalzi
e con gli occhi ridenti
sulla sabbia scrivevamo contenti
le più ingenue parole.

Caro amore
i fiori dell'altr'anno
caro amore
sono sfioriti e mai più
rifioriranno
e nei giardini ad ogni inverno
ben più tristi sono le foglie.

Caro amore
così un uomo vive
caro amore
e il sole e il vento e i verdi anni
si rincorrono cantando
verso il novembre a cui
ci vanno portando
e dove un giorno con un triste sorriso
ci diremo tra le labbra ormai stanche
"eri il mio caro amore".

 Come sarebbe bello innamorarsi di nuovo .....

Valzer per un'amore - Fabrizio de Andrè

Quando carica d'anni e di castità
tra i ricordi e le illusioni
del bel tempo che non ritornerà,
troverai le mie canzoni,
nel sentirle ti meraviglierai
che qualcuno abbia lodato

le bellezze che allor più non avrai
e che avesti nel tempo passato

ma non ti servirà il ricordo,
non ti servirà
che per piangere il tuo rifiuto
del mio amore che non tornerà.

Ma non ti servirà più a niente,
non ti servirà
che per piangere sui tuoi occhi
che nessuno più canterà.

Ma non ti servirà più a niente,
non ti servirà
che per piangere sui tuoi occhi
che nessuno più canterà.

Vola il tempo lo sai che vola e va,
forse non ce ne accorgiamo
ma più ancora del tempo che non ha età,
siamo noi che ce ne andiamo

e per questo ti dico amore, amor
io t'attenderò ogni sera,
ma tu vieni non aspettare ancor,
vieni adesso finché è primavera.






La ballata dell'amore ciecoMassimiliano Lepratti mi segnala questa poesia, di Jean Richepin
 (4 febbraio, 1849 - 12 Dicembre, 1926), 
poeta francese, novellista e drammaturgo,
 nato in Algeria da un medico militare..


La Chanson de Marie-des-Anges

Cuore di mamma
Y avait un'fois un pauv'gas,
Et lon la laire,
Et lon lan la,
Y avait un'fois un pauv'gas,
Qu'aimait cell'qui n'l'aimait pas.

Elle lui dit : Apport'moi d'main
Et lon la laire,
Et lon lan la,
Elle lui dit : Apport'moi d'main
L'cœur de ta mèr' pour mon chien.

Va chez sa mère et la tue
Et lon la laire,
Et lon lan la,
Va chez sa mère et la tue,
Lui prit l'cœur et s'en courut.

Comme il courait, il tomba,
Et lon la laire,
Et lon lan la,
Comme il courait, il tomba,
Et par terre l'cœur roula.

Et pendant que l'cœur roulait,
Et lon la laire,
Et lon lan la,
Et pendant que l'cœur roulait,
Entendit l'cœur qui parlait.

Et l'cœur lui dit en pleurant,
Et lon la laire,
Et lon lan la,
Et l'cœur lui dit en pleurant :
T'es-tu fait mal mon enfant ?
C'era una volta un povero idiota
molto molto tempo fa
molto molto tempo fa
c'era una volta un povero idiota
che amava una ragazza che non lo ricambiava

Lei gli disse: "portami  domani
era molto molto tempo fa
era molto molto tempo fa
Lei gli disse: "portami  domani
il cuore di tua madre per il mio cane".

Lui andò da sua madre e l'ammazzò, molto, molto, molto tempo fa;
molto, molto, molto tempo fa;
lui andò da sua madre e l'ammazzò,
e le strappò il cuore, e corse indietro

Mentre lo portava inciampò e cadde, molto, molto, molto tempo fa,
molto, molto, molto tempo fa,
mentre lo portava inciampò e cadde
e il cuore rotolò in terra.

E mentre il cuore rotolava,
molto, molto, molto tempo fa,
molto, molto, molto tempo fa;
e mentre il cuore rotolava
si udì il cuore che parlava,

il cuore gli disse piangendo,
molto, molto, molto tempo fa,
molto, molto, molto tempo fa:
il cuore gli disse piangendo,
"Ti sei fatto male, figlio mio?"



















email

giovedì 26 aprile 2012

Luigi Tenco
Un giorno dopo l'altro
il tempo se ne va
le strade sempre uguali,
le stesse case.
Un giorno dopo l'altro
e tutto e' come prima
un passo dopo l'altro,
la stessa vita.
E gli occhi intorno cercano
quell'avvenire che avevano sognato
ma i sogni sono ancora sogni
e l'avvenire e' ormai quasi passato.
Un giorno dopo l'altro
la vita se ne va
domani sarà un giorno uguale a ieri.
La nave ha già lasciato il porto
e dalla riva sembra un punto lontano
qualcuno anche questa sera
torna deluso a casa piano piano.
Un giorno dopo l'altro
la vita se ne va
e la speranza ormai e' un'abitudine.

oggi è un giorno in cui il dolore monta dentro come una marea, si alza e si allarga che pare di scoppiare, il desiderio di rompere quella diga e di poter far defluire tutto il disagio, ma non si può, anche se questa volta è un dolore ben motivato, non il malessere della depressione, è un ben definito pensiero.
Ma come si fa a liberarsene? Parlarne con altri ? Con chi? e poi serve davvero qualche parola di circostanza, qualche incoraggiamento, qualche pensiero positivo? Non serve neppure il pianto a scaricare il dolore, forse un abbraccio, ma da chi?

lunedì 23 aprile 2012

una poesia.....due poesie

Fabrizio de Andrè - Canto del servo pastore


Dove fiorisce il rosmarino c'e' una fontana scura
dove cammina il mio destino c'e' un filo di paura
qual'è la direzione nessuno me lo imparò
qual'è il mio vero nome ancora non lo so

Quando la luna perde la lana e il passero la strada
quando ogni angelo è alla catena ed ogni cane abbaia
prendi la tua tristezza in mano e soffiala nel fiume
vesti di foglie il tuo dolore e coprilo di piume

Sopra ogni cisto da qui al mare c'è un po' dei miei capelli
sopra ogni sughera il disegno di tutti i miei coltelli
l'amore delle case l'amore bianco vestito
io non l'ho mai saputo e non l'ho mai tradito

Mio padre un falco mia madre un pagliaio
stanno sulla collina i loro occhi senza fondo seguono la mia luna
notte notte notte sola sola come il mio fuoco
piega la testa sul mio cuore e spegnilo poco a poco


Testo della canzone Laudate dominum. l'infanzia di maria di Fabrizio De André dall'album La buona novella Laudate dominum Laudate dominum Laudate dominum ... e Gioacchino disse: - Ecco che ha compiuto i tre anni! Portiamola perciò al Tempio del Signore perché dobbiamo adempiere alla promessa... Forse fu all'ora terza, forse alla nona, cucito qualche giglio sul vestitino alla buona, forse fu per bisogno o peggio, per buon esempio, presero i tuoi tre anni e li portarono al tempio. Presero i tuoi tre anni e li portarono al tempio. Non fu più il seno di Anna, fra le mura discrete, a consolare il pianto, a calmarti la sete; dicono fosse un angelo a raccontarti le ore, a misurarti il tempo fra cibo e Signore. A misurarti il tempo fra cibo e Signore. .. così Maria bambina visse nel Tempio del Signore e la mano di un angelo le offriva il cibo... Scioglie la neve al sole, ritorna l'acqua al mare, il vento e la stagione ritornano a giocare. Ma non per te, bambina. che nel tempio resti china. Ma non per te, bambina, che nel tempio resti china. ... e quando raggiunse l'età dei dodici anni i sacerdoti si riunirono in consiglio e dissero: - Cosa faremo ora di lei perché non contamini il Tempio del signore?... E quando i sacerdoti ti rifiutarono alloggio, avevi dodici anni e nessuna colpa addosso : ma per i sacerdoti fu colpa il tuo maggio, la tua verginità che si tingeva di rosso. La tua verginità che si tingeva di rosso. E si vuol dar marito a chi non lo voleva, si batte la campagna, si fruga la via, - Popolo senza moglie, uomini d'ogni leva, del corpo di una vergine si fa lotteria.- Del corpo di una vergine si fa lotteria. ... allora gli araldi andarono per tutta la Giudea e risuonò la tromba e il popolo accorse... - Sciogli i capelli e guarda già vengono! - Guardala, guardala, scioglie i capelli, sono più lunghi dei nostri mantelli, guarda la pelle tenera, lieve, risplende al sole come la neve. Guarda le mani guardale , il viso sembra venuta dal Paradiso, guarda le forme, la proporzione, sembra venuta per Tentazione. Guardala, guardala, scioglie i capelli, sono più lunghi dei nostri mantelli, guarda le mani, guardale il viso, sembra venuta dal paradiso. Guardale gli occhi, guarda i capelli, guarda le mani, guardale il collo, guarda la carne, guarda il suo viso, guarda i capelli del paradiso. Guarda la carne, guardale il collo, sembra venuta dal suo sorriso, guardale gli occhi , guarda la neve guarda la carne del paradiso. ... e Zaccaria, il gran sacerdote, disse a Giuseppe: - La sorte ti ha affidato la vergine del Signore, abbine cura e custodiscila... E fosti tu, Giuseppe, un reduce del passato, falegname per forza padre per professione, a vederti assegnata, da un destino sgarbato, una figlia di più senza alcuna ragione, una bimba su cui non avevi intenzione. E mentre te ne vai, stanco d'essere stanco, la bambina per mano, la tristezza di fianco, pensi - quei sacerdoti la diedero in sposa a dita troppo secche per chiudersi su una rosa, a un cuore troppo vecchio che ormai si riposa. - Secondo l'ordine ricevuto , Giuseppe portò la bambina nella propria casa e subito se ne partì per dei lavori che lo attendevano fuori della Giudea. Rimase lontano quattro anni.

Leggi tutto il testo su: http://singring.virgilio.it/testi/fabrizio-de-andre/testo-laudate-dominum-l-infanzia-di-maria.html


 Laudate dominum
Laudate dominum
Laudate dominum
Forse fu all'ora terza forse alla nona
cucito qualche giglio sul vestitino alla buona
forse fu per bisogno o peggio per buon esempio
presero i tuoi tre anni e li portarono al tempio
presero i tuoi tre anni e li portarono al tempio.

Non fu più il seno di Anna fra le mura discrete
a consolare il pianto a calmarti la sete
dicono fosse un angelo a raccontarti le ore
a misurarti il tempo fra cibo e Signore
a misurarti il tempo fra cibo e Signore.
Scioglie la neve al sole ritorna l'acqua al mare
il vento e la stagione ritornano a giocare
ma non per te bambina che nel tempio resti china
ma non per te bambina che nel tempio resti china.
E quando i sacerdoti ti rifiutarono alloggio
avevi dodici anni e nessuna colpa addosso
ma per i sacerdoti fu colpa il tuo maggio
la tua verginità che si tingeva di rosso
la tua verginità che si tingeva di rosso.

E si vuol dar marito a chi non lo voleva
si batte la campagna si fruga la via
popolo senza moglie uomini d'ogni leva
del corpo d'una vergine si fa lotteria
del corpo d'una vergine si fa lotteria.
Sciogli i capelli e guarda già vengono...
Guardala guardala scioglie i capelli
sono più lunghi dei nostri mantelli
guarda la pelle viene la nebbia
risplende il sole come la neve
guarda le mani guardale il viso
sembra venuta dal paradiso
guarda le forme la proporzione
sembra venuta per tentazione.
Guardala guardala scioglie i capelli
sono più lunghi dei nostri mantelli
guarda le mani guardale il viso
sembra venuta dal paradiso
guardale gli occhi guarda i capelli
guarda le mani guardale il collo
guarda la carne guarda il suo viso
guarda i capelli del paradiso
guarda la carne guardale il collo
sembra venuta dal suo sorriso
guardale gli occhi guarda la neve guarda la carne del paradiso.
E fosti tu Giuseppe un reduce del passato
falegname per forza padre per professione
a vederti assegnata da un destino sgarbato
una figlia di più senza alcuna ragione
una bimba su cui non avevi intenzione.

E mentre te ne vai stanco d'essere stanco
la bambina per mano la tristezza di fianco
pensi "Quei sacerdoti la diedero in sposa
a dita troppo secche per chiudersi su una rosa
a un cuore troppo vecchio che ormai si riposa".

Secondo l'ordine ricevuto Giuseppe portò la bambina nella propria casa
e subito se ne partì per dei lavori che lo attendevano fuori dalla Giudea.
Rimase lontano quattro anni.
Testo della canzone Laudate dominum. l'infanzia di maria di Fabrizio De André dall'album La buona novella Laudate dominum Laudate dominum Laudate dominum ... e Gioacchino disse: - Ecco che ha compiuto i tre anni! Portiamola perciò al Tempio del Signore perché dobbiamo adempiere alla promessa... Forse fu all'ora terza, forse alla nona, cucito qualche giglio sul vestitino alla buona, forse fu per bisogno o peggio, per buon esempio, presero i tuoi tre anni e li portarono al tempio. Presero i tuoi tre anni e li portarono al tempio. Non fu più il seno di Anna, fra le mura discrete, a consolare il pianto, a calmarti la sete; dicono fosse un angelo a raccontarti le ore, a misurarti il tempo fra cibo e Signore. A misurarti il tempo fra cibo e Signore. .. così Maria bambina visse nel Tempio del Signore e la mano di un angelo le offriva il cibo... Scioglie la neve al sole, ritorna l'acqua al mare, il vento e la stagione ritornano a giocare. Ma non per te, bambina. che nel tempio resti china. Ma non per te, bambina, che nel tempio resti china. ... e quando raggiunse l'età dei dodici anni i sacerdoti si riunirono in consiglio e dissero: - Cosa faremo ora di lei perché non contamini il Tempio del signore?... E quando i sacerdoti ti rifiutarono alloggio, avevi dodici anni e nessuna colpa addosso : ma per i sacerdoti fu colpa il tuo maggio, la tua verginità che si tingeva di rosso. La tua verginità che si tingeva di rosso. E si vuol dar marito a chi non lo voleva, si batte la campagna, si fruga la via, - Popolo senza moglie, uomini d'ogni leva, del corpo di una vergine si fa lotteria.- Del corpo di una vergine si fa lotteria. ... allora gli araldi andarono per tutta la Giudea e risuonò la tromba e il popolo accorse... - Sciogli i capelli e guarda già vengono! - Guardala, guardala, scioglie i capelli, sono più lunghi dei nostri mantelli, guarda la pelle tenera, lieve, risplende al sole come la neve. Guarda le mani guardale , il viso sembra venuta dal Paradiso, guarda le forme, la proporzione, sembra venuta per Tentazione. Guardala, guardala, scioglie i capelli, sono più lunghi dei nostri mantelli, guarda le mani, guardale il viso, sembra venuta dal paradiso. Guardale gli occhi, guarda i capelli, guarda le mani, guardale il collo, guarda la carne, guarda il suo viso, guarda i capelli del paradiso. Guarda la carne, guardale il collo, sembra venuta dal suo sorriso, guardale gli occhi , guarda la neve guarda la carne del paradiso. ... e Zaccaria, il gran sacerdote, disse a Giuseppe: - La sorte ti ha affidato la vergine del Signore, abbine cura e custodiscila... E fosti tu, Giuseppe, un reduce del passato, falegname per forza padre per professione, a vederti assegnata, da un destino sgarbato, una figlia di più senza alcuna ragione, una bimba su cui non avevi intenzione. E mentre te ne vai, stanco d'essere stanco, la bambina per mano, la tristezza di fianco, pensi - quei sacerdoti la diedero in sposa a dita troppo secche per chiudersi su una rosa, a un cuore troppo vecchio che ormai si riposa. - Secondo l'ordine ricevuto , Giuseppe portò la bambina nella propria casa e subito se ne partì per dei lavori che lo attendevano fuori della Giudea. Rimase lontano quattro anni.

Leggi tutto il testo su: http://singring.virgilio.it/testi/fabrizio-de-andre/testo-laudate-dominum-l-infanzia-di-maria.html

Testo della canzone Laudate dominum. l'infanzia di maria di Fabrizio De André dall'album La buona novella Laudate dominum Laudate dominum Laudate dominum ... e Gioacchino disse: - Ecco che ha compiuto i tre anni! Portiamola perciò al Tempio del Signore perché dobbiamo adempiere alla promessa... Forse fu all'ora terza, forse alla nona, cucito qualche giglio sul vestitino alla buona, forse fu per bisogno o peggio, per buon esempio, presero i tuoi tre anni e li portarono al tempio. Presero i tuoi tre anni e li portarono al tempio. Non fu più il seno di Anna, fra le mura discrete, a consolare il pianto, a calmarti la sete; dicono fosse un angelo a raccontarti le ore, a misurarti il tempo fra cibo e Signore. A misurarti il tempo fra cibo e Signore. .. così Maria bambina visse nel Tempio del Signore e la mano di un angelo le offriva il cibo... Scioglie la neve al sole, ritorna l'acqua al mare, il vento e la stagione ritornano a giocare. Ma non per te, bambina. che nel tempio resti china. Ma non per te, bambina, che nel tempio resti china. ... e quando raggiunse l'età dei dodici anni i sacerdoti si riunirono in consiglio e dissero: - Cosa faremo ora di lei perché non contamini il Tempio del signore?... E quando i sacerdoti ti rifiutarono alloggio, avevi dodici anni e nessuna colpa addosso : ma per i sacerdoti fu colpa il tuo maggio, la tua verginità che si tingeva di rosso. La tua verginità che si tingeva di rosso. E si vuol dar marito a chi non lo voleva, si batte la campagna, si fruga la via, - Popolo senza moglie, uomini d'ogni leva, del corpo di una vergine si fa lotteria.- Del corpo di una vergine si fa lotteria. ... allora gli araldi andarono per tutta la Giudea e risuonò la tromba e il popolo accorse... - Sciogli i capelli e guarda già vengono! - Guardala, guardala, scioglie i capelli, sono più lunghi dei nostri mantelli, guarda la pelle tenera, lieve, risplende al sole come la neve. Guarda le mani guardale , il viso sembra venuta dal Paradiso, guarda le forme, la proporzione, sembra venuta per Tentazione. Guardala, guardala, scioglie i capelli, sono più lunghi dei nostri mantelli, guarda le mani, guardale il viso, sembra venuta dal paradiso. Guardale gli occhi, guarda i capelli, guarda le mani, guardale il collo, guarda la carne, guarda il suo viso, guarda i capelli del paradiso. Guarda la carne, guardale il collo, sembra venuta dal suo sorriso, guardale gli occhi , guarda la neve guarda la carne del paradiso. ... e Zaccaria, il gran sacerdote, disse a Giuseppe: - La sorte ti ha affidato la vergine del Signore, abbine cura e custodiscila... E fosti tu, Giuseppe, un reduce del passato, falegname per forza padre per professione, a vederti assegnata, da un destino sgarbato, una figlia di più senza alcuna ragione, una bimba su cui non avevi intenzione. E mentre te ne vai, stanco d'essere stanco, la bambina per mano, la tristezza di fianco, pensi - quei sacerdoti la diedero in sposa a dita troppo secche per chiudersi su una rosa, a un cuore troppo vecchio che ormai si riposa. - Secondo l'ordine ricevuto , Giuseppe portò la bambina nella propria casa e subito se ne partì per dei lavori che lo attendevano fuori della Giudea. Rimase lontano quattro anni.

Leggi tutto il testo su: http://singring.virgilio.it/testi/fabrizio-de-andre/testo-laudate-dominum-l-infanzia-di-maria.html

Testo della canzone Laudate dominum. l'infanzia di maria di Fabrizio De André dall'album La buona novella Laudate dominum Laudate dominum Laudate dominum ... e Gioacchino disse: - Ecco che ha compiuto i tre anni! Portiamola perciò al Tempio del Signore perché dobbiamo adempiere alla promessa... Forse fu all'ora terza, forse alla nona, cucito qualche giglio sul vestitino alla buona, forse fu per bisogno o peggio, per buon esempio, presero i tuoi tre anni e li portarono al tempio. Presero i tuoi tre anni e li portarono al tempio. Non fu più il seno di Anna, fra le mura discrete, a consolare il pianto, a calmarti la sete; dicono fosse un angelo a raccontarti le ore, a misurarti il tempo fra cibo e Signore. A misurarti il tempo fra cibo e Signore. .. così Maria bambina visse nel Tempio del Signore e la mano di un angelo le offriva il cibo... Scioglie la neve al sole, ritorna l'acqua al mare, il vento e la stagione ritornano a giocare. Ma non per te, bambina. che nel tempio resti china. Ma non per te, bambina, che nel tempio resti china. ... e quando raggiunse l'età dei dodici anni i sacerdoti si riunirono in consiglio e dissero: - Cosa faremo ora di lei perché non contamini il Tempio del signore?... E quando i sacerdoti ti rifiutarono alloggio, avevi dodici anni e nessuna colpa addosso : ma per i sacerdoti fu colpa il tuo maggio, la tua verginità che si tingeva di rosso. La tua verginità che si tingeva di rosso. E si vuol dar marito a chi non lo voleva, si batte la campagna, si fruga la via, - Popolo senza moglie, uomini d'ogni leva, del corpo di una vergine si fa lotteria.- Del corpo di una vergine si fa lotteria. ... allora gli araldi andarono per tutta la Giudea e risuonò la tromba e il popolo accorse... - Sciogli i capelli e guarda già vengono! - Guardala, guardala, scioglie i capelli, sono più lunghi dei nostri mantelli, guarda la pelle tenera, lieve, risplende al sole come la neve. Guarda le mani guardale , il viso sembra venuta dal Paradiso, guarda le forme, la proporzione, sembra venuta per Tentazione. Guardala, guardala, scioglie i capelli, sono più lunghi dei nostri mantelli, guarda le mani, guardale il viso, sembra venuta dal paradiso. Guardale gli occhi, guarda i capelli, guarda le mani, guardale il collo, guarda la carne, guarda il suo viso, guarda i capelli del paradiso. Guarda la carne, guardale il collo, sembra venuta dal suo sorriso, guardale gli occhi , guarda la neve guarda la carne del paradiso. ... e Zaccaria, il gran sacerdote, disse a Giuseppe: - La sorte ti ha affidato la vergine del Signore, abbine cura e custodiscila... E fosti tu, Giuseppe, un reduce del passato, falegname per forza padre per professione, a vederti assegnata, da un destino sgarbato, una figlia di più senza alcuna ragione, una bimba su cui non avevi intenzione. E mentre te ne vai, stanco d'essere stanco, la bambina per mano, la tristezza di fianco, pensi - quei sacerdoti la diedero in sposa a dita troppo secche per chiudersi su una rosa, a un cuore troppo vecchio che ormai si riposa. - Secondo l'ordine ricevuto , Giuseppe portò la bambina nella propria casa e subito se ne partì per dei lavori che lo attendevano fuori della Giudea. Rimase lontano quattro anni.

Leggi tutto il testo su: http://singring.virgilio.it/testi/fabrizio-de-andre/testo-laudate-dominum-l-infanzia-di-maria.html

sabato 21 aprile 2012

Una rondine ...

ha nidificato sotto il mio tetto e questo mi ha fatto tornare in mente una poesia che ho sempre amato molto.

10 AGOSTO
 
San Lorenzo, io lo so perché tanto
di stelle per l'aria tranquilla
arde e cade, perché si gran pianto
nel concavo cielo sfavilla.

Tornava una rondine al tetto:
l'uccisero: cadde tra spini:
ella aveva nel becco un insetto:
la cena dei suoi rondinini.

Ora è là, come in croce, che tende
quel verme a quel cielo lontano;
e il suo nido è nell'ombra, che attende,
che pigola sempre più piano.

Anche un uomo tornava al suo nido:
l'uccisero: disse: Perdono;
e restò negli aperti occhi un grido:
portava due bambole in dono...

Ora là, nella casa romita,
lo aspettano, aspettano invano:
egli immobile, attonito, addita
le bambole al cielo lontano.

E tu, Cielo, dall'alto dei mondi
sereno, infinito, immortale,
oh, d'un pianto di stelle lo inondi
quest'atomo opaco del Male.
 
  
  
La sera del 10 agosto 1867, festa di San Lorenzo, il padre del poeta, Ruggero Pascoli, fu ucciso con una fucilata mentre tornava a casa dal mercato in un 'biroccio'; portava in dono due bambole per le sue bambine.
 
Giovanni Pascoli, 1855 - 1912