Sabbia bianca

lavoro del mare
nei secoli

Informazioni personali

sabato 29 giugno 2013

Una grande donna ......





La signora delle stelle

Non credo serva ricordare chi era MARGHERITA HACK, quindi preferisco riportare alcune frasi sue.

Margherita Hack - 'amica delle stelle' come si era essa stessa definita in una sorta di autobiografia pubblicata nel 1998 - ha trascorso buona parte della sua vita a Trieste. Qui ha diretto per oltre 20 anni l'Osservatorio astronomico, portandolo a un livello di rilievo internazionale, ed ha insegnato nell'università dal 1964 al 1992. Nota al grande pubblico soprattutto per le due doti di divulgatrice, nel mondo della ricerca ha occupato una posizione di primo piano fin dall'inizio della sua lunga carriera. Celebri anche le sue battute taglienti ed i modi schietti, conditi dal forte accento toscano che non ha mai abbandonato, così come la sua grande gentilezza.









giovedì 27 giugno 2013

Bloglovin...

da qualche giorno c'è un susseguirsi di notizie , di smentite, di avvisi di scadenza inerenti alla scomparsa di Google Reader e al, quasi obbligo, di passare appunto a questo...bloglovin.
Scusate la mia ignoranza...ma è davvero indispensabile? Cosa cambierà se non dovessi farlo?
Spariscono gli indirizzi dei miei lettori? Non riuscirò più a leggere i post e a fare i commenti? o semplicemente il mio blog sarà meno visto?
Vi ringrazio se mi darete qualche suggerimento e qualche spiegazione, ma, per favore senza usare quei "paroloni tecnologici" incomprensibili e difficili tipo feed, rds e quant'altro...

lunedì 24 giugno 2013

Un post che non è ...mio


E' un articolo, a mio parere molto interessante, scritto da mio figlio che è stato pubblicato sul numero corrente di Archeo Misteri.

giovedì 20 giugno 2013

ahi ahi...non avete indovinato






Le dita dei piedi non hanno una nomenclatura specifica o storica, a parte l'alluce che deriva dal latino hallux, in ambito medico vengono denominati come 1 dito, 2 dito ecc., tuttavia  , anche se caduto in disuso avevano un nome : ALLUCE - ILLICE - TRILLICE - PONDOLO - MINOLO.
Lo so sembrano i nomi dei sette nani...

i piedi di mio genero


mercoledì 19 giugno 2013

I piedi, questi sconosciuti...

I piedi sono forse la parte del nostro corpo che quasi sempre ignoriamo (fino a quando non fanno male per qualche trascuratezza), eppure sono loro che sopportano il nostro peso, i km (?) che facciamo, le fatiche e tanto altro.
Una parte umile che ha fatto la differenza per l'umanità e che nella storia ha sempre avuto una notevole importanza e storia, che ora abbiamo dimenticato.



Curiosità :
- il piede "più lungo d'Europa " è di una ragazza tedesca, misura 33 cm.

- nell'antichità la lavanda dei piedi era un segno di sottomissione e umiltà (la Maddalena).

- in India usano molto anellini nelle dita, chi li porta sul secondo dito  comunica di essere sposata, le prostitute li portano sulle ultime dita.

- il "retifismo" è una particolare forma di feticismo dei piedi descritta in un libro del '700 di Restif de la Bretonne , uno scrittore francese dalla vita sregolata.

- un olandese Imre Somogyi propone un metodo per "leggere i piedi" e ha proposto diversi  profili podologici.

- moltiplicando la misura della falange del primo dito per 7 si ottiene la misura del piede.

- il piede destro appartiene alla parte razionale e quello sinistro alla parte emotiva, chi ha il secondo dito più lungo del primo del piede sinistro vive in modo iperattivo, ama i sapori amari , ha problemi cardiologici  e di stomaco.

- la cultura berbera fa dipingere i piedi con disegni di foglie e viticci con l'hennè e tutta la cultura araba ama le cavigliere (catene di schiavitù).

- solo nel 1928 finì la "tortura del loto", in Cina, la fasciatura dei piedi fin dalla più tenera età alla bimbe.

Tutto ebbe inizio, secondo una storia popolare cinese, per l’astuzia di una volpe che aveva tentato, mediante la fasciatura, di celare le proprie zampe per assumere le sembianze umane dell’imperatrice Shang, dando così il via a una moda di corte. Secondo un’altra versione, l’imperatrice, che aveva un piede equino, aveva persuaso il timido consorte a rendere obbligatoria per tutte le giovani la compressione dei piedi. Il decreto mise così l’imperatrice nella condizione di esibire la sua deformità come modello di bellezza e di eleganza.
Sembra certo che siano state le danzatrici di corte a introdurre, verso il X sec., questa usanza; il che lascia intendere che in un primo periodo la compressione doveva essere solo leggera e non tale da pregiudicare seriamente il movimento.
Alla sempre maggiore diffusione corrispose una sempre maggiore compressione dei piedi: la donna faceva generalmente fatica a camminare e doveva appoggiarsi alle pareti, a un bastone o a un’altra persona. Pertanto il costume di fasciare i piedi, diffondendosi, cambiò anche significato. Divenne un comodo messo per esprimere e rafforzare il nuovo concetto di castità femminile che la Cina era venuta sviluppando nel corso del sec. XII. Una moglie casta doveva rimanere relegata in casa e non doveva farsi vedere nei campi e per la strada; e camminare con i piedi fasciati rendeva l’incedere penoso e difficile.
Nello stesso tempo la fasciatura rivelava la condizione economica di una famiglia: un uomo che aveva una moglie con i piedi fasciati provava a tutti che egli era abbastanza ricco da mantenere una donna con i suoi guadagni e che non aveva bisogno d’aiuto nei campi o nel negozio. Conseguentemente i piedi grandi, propri dell’altro sesso, erano indice di appartenenza ad una classe sociale povera.


Piccolo indovinello :
come si chiamano le dita del piede??



domenica 16 giugno 2013

Una cosa bella e una brutta...

Elliot Erwitt -GIAPPONE. Kyoto. 1977.

Ho visto questa Mostra fotografica, davvero bellissima, potete farvene un'idea qui

La parte brutta viene dopo...sono stata derubata del portafoglio sul bus.
Cose che capitano , certamente, ma non riesco a farmene una ragione, sono ...non so trovare il termine, non è solo il fatto del denaro (cosa che per me ha una notevole importanza), ma mi sento violata, avevo una parte della mia vita : una foto, biglietti da visita, bigliettini, tessere e tesserine, fortunatamente non i documenti.
Non molto d'importante quindi, ma non è così per me e credo passerò una brutta notte...

lunedì 10 giugno 2013

La patente...

Ma si chiama ancora così? Perchè come dice mio figlio io lo conseguita ...all'età della pietra ed ha torto perchè allora erano tempi molto più tranquilli.


e se lo dice Diabolik

Noi di allora si prendeva la patente senza punti, non avevamo i quiz-web, l'esame era serio e non ammetteva errori, gli istruttori non erano carini e neanche giovani, le auto su cui si guidava non erano dell'ultima generazione e la patente che ritiravi (non subito) era un fogliettino rosa sbiadito , piccolino , con una copertina azzurra, la fotografia che ci mettevano era come i diamanti cioè per sempre, nel senso che rifacevi la patente , ma la foto restava la stessa.



Io  mi aggiudicai la patente con la maturità, nel senso della scuola...
Mio padre non era maschilista come tanti per cui prese la patente mio fratello e poi la presi anch'io (lo so è brutto questo termine di "prendere" ma conseguire è troppo lungo e anche troppo pomposo)
Mio fratello aveva già la macchina per cui inizialmente pensai di prenderla alla Motorizzazione, sbagliato...
Dopo "sviolinate" riuscii a convincere mio fratello ad insegnarmi (mio padre aveva la patente per la moto e non era lo stesso, io avevo collaborato accompagnandolo e restando buona quando la moto si spegneva e succedevano piccoli intoppi), ma non fu la stessa cosa.
1° lezione : ora scelta da lui (pomeriggio tardi), luogo parcheggio vicino stadio in zona altamente deserta e sgombra ( non si poteva assolutamente fare lezioni di guida, mica era come adesso!),
con fare "furtivo" ci scambiammo i posti, ricordo che ero un po' timorosa, non per il guidare, ma per gli sguardi che ricevevo.
Mi spiegò i movimenti che dovevo fare : infilare la chiave, mettere in moto,piede destro acceleratore, piede sinistro frizione e freno (cavoli, ma il piede era uno, non ne avevo tre), braccio sinistro sul volante e destro sul cambio, ingranare la marcia, la prima e poi lasciare la frizione ed accelerare...conclusione un saltino in avanti e il motore spento...normale pensate voi , invece seguirono urla stizzose che mi colpevolizzavano di volergli "rompere" la macchina.
Seconda prova: stesso finale, anzi no perchè a quel punto scesi dalla macchina e me la feci a piedi fino a casa...(avevamo dei bei caratterini!).
La seconda lezione non ci fu perchè convinsi mio padre ad iscrivermi alla scuola guida, allora il prezzo comprendeva un certo numero di guide che ti dovevi far bastare perchè già costava e farne di più neanche ci si sognava.
Si iniziava con le lezioni di teoria a cui si assisteva tutti con il proprio libretto fra le mani e gli occhi sull'istruttore che ci faceva vedere cartelli e ci spiegava i vari termini (all'epoca ci fu uno che come nelle barzellette disse che la carreggiata era per i carri), solo dopo venivano le lezioni di guida.
1° lezione : come la precedente, fortunatamente senza le urla, dopo qualche falsa partenza capii come funzionava e mi immisi nella strada , la macchina era una Fiat 850 (come quella che aveva mio fratello) e mi sentii molto importante (anche se mi accorsi che l'istruttore, rigorosamente "di una certa età" e bruttino, mi aiutava con i suoi comandi) e riuscii a completare l'ora facendo un discreto numero di strade e di curve.



Tornai a casa entusiasta del fatto di essere riuscita a fare un bel giro, già un bel giro ...alla 2° lezione l'istruttore quando salii mi chiese se mi ricordavo la strada che avevo fatto precedentemente, un po'confusa dissi di si e lui " allora la rifaccia" e questo diventò una prassi mentre lui si leggeva il giornale...
Che fare? Non potei fare altro che cambiare orario di lezione e così anche istruttore (non potevo certo raccontare cosa facesse...o forse avrei potuto), anche questo era un po' stagionato però mi insegnò di tutto tra cui anche la famigerata "inversione in due tempi" facendomela rifare fino a che non la feci perfetta e questo mi servì...
Esame teoria : avevo fatto bene i compiti e studiato le lezioni e fu semplice superare la prova senza errori, anche le precedenze andarono bene.
Esame guida : tutti riuniti davanti alla scuola (guida), con indiscrezioni che volavano di bocca in bocca : c'è quell'esaminatore s..., quello che boccia tutti, no, non è giornata sono scocciati, ma tu li sai fare i parcheggi?, e poi la notizia choc che arrivò dal mio "maestro" - sei fortunata c'è l'esaminatore a cui piace far fare l'inversione a 2 tempi- panico generale, pochi l'avevo imparata.
Salimmo sulla macchina al seguito : il primo dimenticò di mettere la freccia due volte nelle curve - bocciato, l'altro parcheggiò davanti ad un passo carraio - bocciato -(ma mi aveva detto di parcheggiare...), terzo...è la mia volta...
Salii osservando la posizione dello specchietto e mettendolo a posto (ci avevano molto raccomandato di farlo perchè dava l'impressione della familiarità con la macchina) mentre il "tizio" chiedeva perchè non partissi, ingranai la marcia, partenza da manuale, giri a destra, bene, giri a sinistra, bene, parcheggio (ma non si può perchè c'è il divieto), bene, ed ecco...bene, ora un'inversione in due tempi...eccola, mai mi era venuta così bene, oserei dire perfetta.
E così avevo superato anche l'esame di guida....

giovedì 6 giugno 2013

Gente da ...autobus

 abbiamo anche gli autobus



Pur avendo la patente dalla...preistoria (ma di questo parlerò un'altra volta) frequento quasi giornalmente la rete tranviaria e pulmaria, non, forse non si dice così!
E' un mondo molto variegato se si sa vedere, ora sta diventando anche sempre più multietnico, ogni passeggero ha la sua storia, ma osservando , a volte , la si può indovinare. A me piace molto osservare la gente ed immaginarmi la loro vita, a volte divertente e a volte drammatica.
Ogni orario ha i suoi frequentatori...al mattino praticamente è dominio indiscusso di pensionati con le cartelle radiografiche in mano che vanno a combattere contro la burocrazia degli uffici e dei centri medici, mamme (quelle poche che possono) accompagnano bimbi/e piccoli o meno piccoli a scuola o in varie attività ed è il momento più divertente della giornata osservare i piccoli episodi che succedono.
Verso le due è il rientro da scuola degli studenti più grandi e frequentando questa fascia oraria ci si può tenere aggiornati sui nuovi tagli di capelli, specialmente maschili ( sta tornando di moda la "banana" ma con i capelli rasati), l'ultimo telefonino uscito, il gioco in rete più gettonato e naturalmente attraverso telefonate e dialoghi si può sapere tutto, ma proprio tutto su facebook.
Dimenticavo gli auricolari: ora stanno tornando le cuffie, più elaborate, ma ingombranti.


Ma sto divagando perchè volevo parlarvi di episodi che sono avvenuti sotto i miei occhi nel giro di qualche giorno...
Sto stilando una graduatoria sugli slip più trendy.


A righe di vario colore, blu con elastico grigio, vari pupazzi colorati, neri con elastico bianco, con varie bandiere e addirittura con Hello Kitty, ma mai bianchi.
Le ragazze invece sfoggiano pantaloni strappati con interno di luccichini, smalti e unghie finte di colori impossibili e ornate di strass (ma non si chiamano più così...) , perline, disegnini.
Non vanno più molto piercing e tattoo , non si usano molto gli zaini, specie le studentesse che hanno borse enormi dove ci fanno stare tutto il loro corredo scolastico, il trucco, e il cellulare.
Sono sempre persi nel loro mondo virtuale anche quando sono insieme, ne ho visti 4 che hanno fatto mezzora di strada parlando e scrivendo sms, senza guardarsi.
La parte multietnica però è quella più folcloristica...io ho la fortuna/sfortuna di frequentare una linea che passa attraverso i quartieri a maggior concentramento straniero...non parlerò di quello che comporta , perchè non è di questo che voglio parlare, ma...
Oggi, due episodi : è salita una donna in costume tribale africano

più o meno così, (non ho avuto il coraggio di farle una foto), tra l'altro era molto bello il vestito, peccato che di sotto sbucassero pantaloni da tuta blu e scarpe da ginnastica, al polso enorme orologio e zainetto neo, ah dimenticavo telefonino all'orecchio...ecco la nostra integrazione.
Ma la più bella è stata la visione di una donna marocchina, piuttosto in carne (difficile da trovare) con copertura al 90% (pantaloni e casacca lunghissima neri, chador in testa, occhiali avvolgenti ), erano scoperte solo le mani e una piccola parte di guance.
Vedevo che sfogliava un opuscolo, a volte sorrideva e annuiva, mi sono avvicinata...era un opuscolo di pubblicità di una catena di mobili e lei sorrideva agli...armadi, ai tavoli e alla sedie, anche questa è la nostra società multietnica!



domenica 2 giugno 2013

Il giorno prima degli esami

Si era verso gli anni '70, la situazione si era fatta sempre più terribile , dopo gli scioperi, le contestazioni , le lotte studentesche, erano arrivati gli attentati, la crisi petrolifera, dopo il boom economico cademmo in una crisi come quella che stiamo vivendo ora.


In questa prospettiva per niente incoraggiante mi affacciavo alla "vera vita".
Stavo per affrontare il giorno del diploma, la prova   - incubo di tanti studenti, il giorno che in qualche modo segna il limite del percorso verso l'età adulta.
Tanti ricordi mi si affacciano alla mente : il tema di italiano...ne feci due diversi (uno per me e uno per l'amica "del cuore").
Orale italiano : Pirandello, lo avevo depennato dall'elenco del ripasso e giustamente me lo chiesero, mi salvai perchè leggevo molto e quindi parlai dei suoi libri (ho un odio particolare...).
Dimenticavo di dire che all'epoca l'esame di diploma era di tutte le materie, tutte, a una a una anche disegno e ginnastica...già ginnastica portai un balletto su una musica che non ricordo più, ma non ero molto brava e quello mi costò la borsa di studio, perchè non riuscii a raggiungere la media dell'otto.
In compenso, a cose fatte, potei "decantare " una mia poesia alla festa di diploma dinnanzi ad autorità clericali, genitori, professori e naturalmente amiche  e studentesse (già certo era una scuola assolutamente femminile) e qui mi accorgo di non aver parlato degli anni scolastici, sarà una mera dimenticanza o...?
Forse scriverò un'altro post... per ora ecco il mio momento di notorietà!!

Ricordi di scuola

Mentre il mattino
sorge sulle montagne
i miei passi
si muovono 
verso la solita meta
di ogni giorno.
Sui marciapiedi,
uno, due,
cento passi
come i miei, 
una , due,
cento ragazze
come me,
con un carico di scienza
fra le braccia.
Ma oggi
è un giorno strano, 
è triste,
oggi non è come sempre,
sa ormai di addio.
Un cortile di pietra,
alberi verdi e colonne
e tanti visi,
tanti sorrisi
intorno a me.
Quanti ricordi
fra queste mura, 
quanti rimpianti
dietro il portone
mentre esco e me ne vado
fra l'altra gente.
Finita la pace, 
finito il silenzio,
incomincia la vita!