Il mio viso

riflesso nello specchio
è il passato

Informazioni personali

lunedì 31 dicembre 2012

I miei auguri...



Una favola....

 dei teneri cuccioli...

una musica struggente... e
una poesia....

 



Il Primo Giorno dell’Anno
di Pablo Neruda
Lo distinguiamo dagli altri
come se fosse un cavallino
diverso da tutti i cavalli.
Gli adorniamo la fronte
con un nastro,
gli posiamo sul collo sonagli colorati,
e a mezzanotte
lo andiamo a ricevere
come se fosse
un esploratore che scende da una stella.
Come il pane assomiglia
al pane di ieri,
come un anello a tutti gli anelli…
La terra accoglierà questo giorno
dorato, grigio, celeste,
lo dispiegherà in colline
lo bagnerà con frecce
di trasparente pioggia
e poi lo avvolgerà
nell’ombra.
Eppure
piccola porta della speranza,
nuovo giorno dell’anno,
sebbene tu sia uguale agli altri
come i pani
a ogni altro pane,
ci prepariamo a viverti in altro modo,
ci prepariamo a mangiare, a fiorire,
a sperare.



 BUON

 

venerdì 28 dicembre 2012

Alla Fiera Dell'Est



in tema di....mercatini di Natale...che ormai è nel passato!

Queste sono due produzioni che hanno fatto felici (almeno credo...per un attimo) una bimba e una...non tanto bimba.
Mi hanno fatto ricordare un'altra canzoncina (che ho cantato tantissime volte ai miei "bimbi" ora tanto cresciuti, anche se non sono molto intonata...non certo come Elio!!)
E, cosa che forse non piacerà a tanti...il tormentone di quest'anno...
io lo trovo molto divertente
Oggi è un post...un po' così....

giovedì 27 dicembre 2012

Maneki - neko o gatto della fortuna



o gatto che chiama, qui tutte le sue notizie.
Questa la leggenda:
Il tempio di Gotoku si trovava in un quartiere povero, raramente meta di visitatori, di Edo, ora Tokyo, circondato da giardini che da tempo avevano abbandonato le loro origini zen per essere sopraffatti dalla natura lussureggiante. Il tetto era afflosciato e i muri attaccati dal freddo e dall’umidità che si annidava in ogni loro fessura.
manek2.gif (5963 byte)Il salone principale dell’edificio era ormai privo dei segni di splendore dei tempi più prosperi, ma di fronte al suo altare, semplice di legno, non mancavano mai offerte fresche ed incenso acceso mescolato all’odore di muffa del tatami. Tre volte al giorno si poteva trovare la figura riverente di un vecchio monaco rivolto verso l’altare, col capo prono fino al pavimento e recitante preghiera dopo preghiera. Il vecchio monaco non aveva ancora abbandonato la speranza che un giorno le sue preghiere sarebbero state ascoltate e che la fortuna, di cui aveva disperato bisogno per restaurare il tempio, gli avrebbe finalmente arriso.
Una sera, mentre il monaco cucinava del riso per la sua cena, egli notò un gatto rognoso e minuto seduto nell’ingresso. Come era sua natura, ebbe pietà dell’animale e gli offrì la metà della sua cena. Essi consumarono assieme le loro ciotole di riso e quando ebbero finito il gatto miagolò con gentilezza e si strofinò contro il monaco in segno di gratitudine. Da quel giorno in avanti, il gatto ritornò ogni sera alla stessa ora ed il monaco divideva la sua cena con lui.
Una notte il monaco, sentendosi molto abbattuto per lo stato disperato del tempio, si lamentò col gatto: «se solo tu fossi un uomo e non un gatto, allora forse mi potresti aiutare», il gatto lo guardò, strofinò la testa contro la sua gamba e rispose con un sapiente "miaooo!".
Subito dopo, si scatenò un violento temporale e un bel numero di samurai passò vicino ai giardini del tempio. Il loro capo, Ii Naotaka, era il ricco feudatario del castello di Hikone nella prefettura di Shiga e stava ritornando a Edo, vittorioso, dopo l’assedio di Osaka. I suoi samurai stavano cercando un rifugio dal temporale ma non riuscivano a trovarne uno valido. Ii, attraverso la pioggia scrosciante, intravvide un gatto dall’aspetto curioso sul ciglio della strada. Il gatto, seduto sul suo posteriore, stava sventolando in aria una zampa anteriore come se stesse salutando. «Che strana cosa per un gatto starsene fuori così con questa pioggia» pensò Ii e si avvicinò per osservarlo più da vicino. Mentre si chinava per vezzeggiarlo, il gatto si allontanò di alcuni passi, si sedette e ricominciò a salutare. Incuriosito, Ii seguì il gatto che scomparve in uno stretto sentiero attraverso il groviglio di giardini. Non c’era illuminazione e presto Ii lo perse di vista. Proprio quando già stava per abbandonare la ricerca e ritornare sulla strada prncipale, i giardini si aprirono ed egli si trovò di fronte al fatiscente tempio di Gotoku. Là, in cima ai gradini, vi era il gatto che si stava strofinando attorno alle gambe del monaco.
Il monaco offrì il riparo del tempio ad Ii ed ai suoi uomini e così essi poterono sfuggire alla furia del temporale ed asciugarsi al piccolo fuoco del monaco. Durante quella sua breve permanenza, Ii fu colpito dalla gentilezza e dalla saggezza del monaco e decise di fare di quel tempio il suo tempio di famiglia in Edo. Così da quella notte in poi, il tempio di Gotoku prosperò sotto il patrocinio di Ii Naotaka.
Il monaco non dimenticò mai quella notte di tempesta quando, in risposta alle sue preghiere, il gatto guidò Ii e di conseguenza portò buona fortuna al tempio.
Quando, alcuni anni dopo, il gatto morì, egli eresse una statua con la forma di un gatto che saluta, nei giardini del tempio, per propiziare sempre buona fortuna.
Così nacque la leggenda del Maneki-neko, il gatto che saluta.

E questo quello che ho lavorato io

lunedì 24 dicembre 2012

Tanti auguri..

a chi passa di qua, ai miei lettori (che purtroppo sono pochi), a chi è capitato per caso, a chi è venuto per scelta.
AUGURI DI UN NATALE SERENO E FELICE
con questi piccoli personaggi che hanno già cambiato dimora e che spero donino un sorriso a tutti.









sabato 22 dicembre 2012

Il libro era...

lo ha indovinato il bravo Franz, nonostante sia un maschietto perchè il libro era


Piccole Donne (cose d'altri tempi) di Louisa May Alcott
A chi interessa la trama è qui

Intanto vi presento il mio nuovo "amineko-zen", un gatto giapp che ha fatto la fortuna della ragazza , che si fa chiamare Nekoyama, che lo ha inventato che fa la fotografa , produce i suoi "gatti" e li fotografa in diverse ambientazioni.
Potete rifarvi gli occhi qui Amineko







Questa è Hello Kitty, che non c'entra col gatto...