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mercoledì 31 dicembre 2014

mercoledì 24 dicembre 2014

Auguri

Non poteva mancare questo cartone !



ecco i miei auguri a chi passa di qui....

venerdì 12 dicembre 2014

atmosfera natalizia del lontano ...1960




28 Dicembre 1958

Purtroppo è un periodo "buio" per me, ma guardandomi attorno non vedo molta allegria, aspettativa, speranza, gioia, attesa, c'è come una cappa grigia che incombe su tutti, è vero i problemi sono tanti e anche tanto difficili , potrebbe essere positivo se ognuno, magari proprio prendendo spunto dalla crisi cercasse di tornare al "vecchio" significato del Natale...io vi propongo un post che avevo già scritto anni fa, ma che mi pare attuale.

Sono piccoli ricordi dei miei Natali da bambina:

- Noi mica si stava in vacanza fino alla Befana, ma si scaglionavano le feste.
- Noi mica si faceva l'albero, a meno di averlo perchè si abitava in campagna, ma si faceva il presepio, con le stutuine di cartapesta, le montagne di carta e i laghi di stagnola, il muschio però si andava a cercarlo ed era principalmente compito di mio fratello.
- Noi ci si svegliava in un freddo "becco" perchè c'era solo la stufa, ma col contenitore dell'acqua calda, mamma l'accendeva presto, ma mai troppo presto.
- Per questo motivo noi ci si lavava come gli uccellini per non prender freddo.
- Noi si andava a dormire col pigiama di flanella a righe come i carcerati.
- Noi la sera di Natale si andava a Messa volenti o nolenti e in Chiesa faceva più caldo ed era tutto illuminato e il presepe era grande con le statue anch'esse grandi e noi si andava principalmente per vederlo e anche perchè non ci facevano restare certo a casa.
- E poi era l'unico giorno che si faceva tardi e tornando magari si incominciava a vedere cadere la neve, che allora si che nevicava.
- Noi poi a casa si correva subito a letto, sotto le coperte fredde e umide , ma a volte la mamma ci metteva la "boulle" che allora noi la chiamavamo "la borsa dell'acqua calda".
- E si cercava di addormentarsi subito sperando che Gesù Bambino, mica Babbo Natale, ci portasse qualche regalo. E per me quel Natale era stato ricco (forse era nevicato tanto e mio papà andava a spalare la neve per far su un po' di soldini) perchè mi aveva portato tante cose (anche il bambolotto di cui ho già narrato la storia Tom, scritto con una parola non più corretta).
- Noi anche se era festa ci si svegliava presto per vedere se era stato tutto un'illusione, ma per me era stata una sorpresa bellissimissima.
- Noi poi non si poteva tanto giocare perchè bisognava aiutare la mamma a fare pranzo.
- Noi si mangiava quasi sempre tra noi perchè non si avevano parenti vicino visto che i miei erano emigrati dal Veneto a Torino.
- Noi si mangiava a volte la gallina bollita e col brodo per gli agnolotti , se la mamma aveva potuto farli, poi le patate al forno (la nostra straordinaria stufa aveva anche il forno) e allora noi avevamo anche il dolce, non il panettone, ma un dolce con l'uvetta e i canditi che faceva la mamma, la "pinza" o castagnaccio si faceva poi per la Befana, già noi avevamo la Befana mica l'Epifania.
- E poi dopo i mandarini mentre gli adulti bevevano un pochino di più finalmente si giocava.
- Noi , se nevicava, nel pomeriggio si mangiava la "granita", mamma andava fuori a riempire i bicchieri di neve e ci metteva un po' di vino dolce (unico strappo alla regola per i bambini) e noi "pucevamo" col cucchiaino per farla sciogliere e ce la godevamo fino all'ultima goccia.
- Noi alla sera si andava a letto, nello stesso letto freddo, ma felici come non mai!

martedì 2 dicembre 2014

sono ancora qui...

dall'altra parte dello schermo...i giorni si susseguono più o meno sempre uguali, con una tristezza che si sta insinuando sempre di più, sempre più in profondo...giorni grigi, tutti uguali, dolori si assommano a dolori, ne risente la salute, l'umore.
Non riesco più neppure a scrivere, mi pare di non aver più nulla da dire, credo di non riuscire più a comunicare qualcosa di positivo.
Piove, piove e le gocce che scivolano sulle finestre inumidiscono anche la mia anima...

Uno sbattere di ciglia
ed è la nascita,
la nascita di una lacrima,
minusola, rotonda,
non vorrebbe staccarsi
dal ciglio,
ma poi,
piano piano
scivola sulla pelle,
salata e scintillante.
 Vive la sua 
brevissima vita
sulla guancia,
tra anfratti 
di piccole rughe,
 seguendo
una delle vie
già precedentemente percorse
da altre lacrime
per poi esalare
l'ultimo umidore
nella piega delle labbra,
lasciando di sè
un vago sapore di mare.





Ho creato una compagna all'amineko che avevo già fatto (  Amineko (gatto amigurumi) è stato inventato da una ragazza giapponese che si fa chiamare Nekoyama e che alimenta da anni un sito affascinante tutto dedicato ai gatti (quelli veri) e ai gatti amigurumi che lei fotografa in pose, scenette e anche in giro per il Giappone. La sua collezione di foto e di pupazzi è anche diventata oggetto di un libro irresistibile).



mimetizzato in un quadro di Vincent -una copia fatta da me, non certo alla sua altezza

posizione zen
 questo sotto è il suo compagno