Il mio viso

riflesso nello specchio
è il passato

Informazioni personali

martedì 10 gennaio 2012

Renè Magritte






Non è uno dei miei pittori preferiti, ma queste opere, meno conosciute, mi piacciono parecchio.

lunedì 9 gennaio 2012

Cecco Angiolieri - Fabrizio De Andre - Se io fossi foco

Cecco Angiolieri nasce a Siena attorno al 1260, da una ricca famiglia di banchieri; si hanno poche notizie sulla sua vita, che comunque fu piuttosto movimentata e violenta.


 Uomo frivolo e spensierato, disordinato e dissipatore, ebbe come ideale di vita tre cose solamente, la donna, la taverna e il dado (sono parole dello stesso Angiolieri); tuttavia ci ha lasciato un ricco canzoniere, dal quale risalta moltissimo anche il suo romanticismo di vita nell'amore.


 S'i fosse fuoco, arderei 'l mondo;
s'i fosse vento, lo tempestarei;
s'i fosse acqua, i' l'annegherei;
s'i fosse Dio, mandereil' en profondo;
s'i fosse papa, allor serei giocondo,
ché tutti cristiani imbrigarei;
s'i fosse 'mperator, ben lo farei;
a tutti tagliarei lo capo a tondo.
S'i fosse morte, andarei a mi' padre;
s'i fosse vita, non starei con lui;
similemente faria da mi' madre.
Si fosse Cecco com'i' sono e fui,
torrei le donne giovani e leggiadre:
le zoppe e vecchie lasserei altrui.



Mi pare di buon augurio per un inizio anno.....

sabato 7 gennaio 2012

finite le feste continua lo shopping compulsivo


con questo tempo di crisi? Già, ne ho avuto la prova ieri che ancor le feste non eran concluse...
Assembramenti e code persino per fare la tessera dei Musei. Ma non era aria di festa, anzi in diversi posti si sentiva aria di nervosismo, quasi di ansia, non belle sensazioni.
Ma allora perchè mai ci facciamo prendere quasi tutti (ammettiamolo..) da questa frenesia?
Vienici a spiegare Soffio......
Intanto lascio un piccolo test:
http://www.nienteansia.it/test/test-shopping-compulsivo.html

martedì 3 gennaio 2012

un'altra poesia....stesso argomento



 Questa si riferisce a quando si accendevano i falò e i "vecchi" col fumo e le faville facevano le previsioni.

Se le faìve va al garbin
parécia el caro pa ‘ndare al mulin.
Se le faìve va a matina,
tol su el saco e va a farina.
Se le faìve va a sera,
la poenta impiega la caliera.



Pan e vìn
La pinza sotto el camin
Faive a ponente
Panoce gnente
Faive a Levante
Panoce tante
Fuive verso sera
Poenta pien caliera
Fuive verso mattina
Poenta molesina
Fuive a meodì
Poenta oltre al dì
Fun a bassa
Poenta pien cassa

Secondo la tradizione popolare il vento che trasporta con sé il fumo e le faville del falò indicherà come sarà il nuovo anno appena iniziato. È conoscenza popolare che il garbìn, vento vorticoso con direzione sud-ovest, annuncia la pioggia, essenziale per preparare i campi al prossimo raccolto, mentre il vento fùrlan, da nord-est, porta tempo asciutto, il terreno sarà quindi arido e porterà scarse messi.
Ed infine una ricetta:
 
Ricetta della tradission venessiana:

Impastare insieme mezzo Kg di farina gialla da polenta con 100gr di farina di frumento, 2 uova, 200gr di uvetta, 200gr di fichi secchi ridotti in pezzettini, una busta di lievito, una manciata di semi di finocchio, mezzo etto di strutto, un po’ di latte per bagnare la pasta (che dovrà risultare piuttosto tenera, dato che la farina gialla per cuocere ha bisogno di assorbire tanto liquido). Mettere il composto in una tortiera ben unta di burro e cuocere in forno a fuoco moderato. Far la prova de’l steccadente par controlar el punto de cotura; quando ch’el vignarà fora suto, vorà dir che la pinza la xe cota. Se la magna freda o tepida.

Ma si fa ancora la "pinza"?  Io la ricordo quando ero molto piccola che la faceva la mamma e poi un po' più grande che la mangiavo andando a fare gli auguri ad una zia (non gli auguri per la befana) e che non mi è mai piaciuta molto, ma era uno dei dolci che c'erano allora....

una poesia....


LA BEFANA  - Giovanni Pascoli
 
Viene viene la Befana,
vien dai monti a notte fonda.
Come è stanca! la circonda
neve, gelo e tramontana.
Viene viene la Befana.

Ha le mani al petto in croce,
e la neve è il suo mantello
ed il gelo il suo pannello
ed è il vento la sua voce.
Ha le mani al petto in croce.

E s'accosta piano piano
alla villa, al casolare,
a guardare, ad ascoltare
or più presso or più lontano.
Piano piano, piano piano.

Che c'è dentro questa villa?
uno stropiccìo leggiero.
Tutto è cheto, tutto è nero.
Un lumino passa e brilla.
Che c'è dentro questa villa?

Guarda e guarda... tre lettini
con tre bimbi a nanna, buoni.
Guarda e guarda... ai capitoni
c'è tre calze lunghe e fini.
Oh! tre calze e tre lettini...

Il lumino brilla e scende,
e ne scricchiolan le scale:
il lumino brilla e sale,
e ne palpitan le tende.
Chi mai sale? chi mai scende?

Co' suoi doni mamma è scesa,
sale con il suo sorriso.
Il lumino le arde in viso
come lampana di chiesa.
Co' suoi doni mamma è scesa.

La Befana alla finestra
sente e vede, e s'allontana.
Passa con la tramontana,
passa per la via maestra,
trema ogni uscio, ogni finestra.

E che c'è nel casolare?
un sospiro lungo e fioco.
Qualche lucciola di fuoco
brilla ancor nel focolare.
Ma che c'è nel casolare?

Guarda e guarda... tre strapunti
con tre bimbi a nanna, buoni.
Tra le ceneri e i carboni
c'è tre zoccoli consunti.
Oh! tre scarpe e tre strapunti...

E la mamma veglia e fila
sospirando e singhiozzando,
e rimira a quando a quando
oh! quei tre zoccoli in fila...
Veglia e piange, piange e fila.

La Befana vede e sente;
fugge al monte, ch'è l'aurora.
Quella mamma piange ancora
su quei bimbi senza niente.
La Befana vede e sente.

La Befana sta sul monte.
Ciò che vede è ciò che vide:
c'è chi piange, c'è chi ride:
essa ha nuvoli alla fronte,
mentre sta sul bianco monte.