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domenica 18 dicembre 2011

Due poesie...

riguardanti lo stesso avvenimento : l'omicidio del padre.
Giovanni Pascoli, tutti quelli della mia età avranno "mandato" a memoria una delle due, adesso non credo vengano neppure lette, eppure sono tragicamente belle.
http://cronologia.leonardo.it/storia/biografie/pascoli.htm
qui potete leggere notizie riguardo all'autore e vi consiglio di leggere la parte di RICORDI DI UN VECCHIO SCOLARO, una prosa d'altri tempi!







La cavalla storna
Nella Torre il silenzio era già alto.
Sussurravano i pioppi del Rio Salto.
I cavalli normanni alle lor poste
frangean la biada con rumor di croste.
Là in fondo la cavalla era, selvaggia,
nata tra i pini su la salsa spiaggia;
che nelle froge avea del mar gli spruzzi
ancora, e gli urli negli orecchi aguzzi.
Con su la greppia un gomito, da essa
era mia madre; e le dicea sommessa:
"O cavallina, cavallina storna,
che portavi colui che non ritorna;
tu capivi il suo cenno ed il suo detto!
Egli ha lasciato un figlio giovinetto;
il primo d'otto tra miei figli e figlie;
e la sua mano non toccò mai briglie.
Tu che ti senti ai fianchi l'uragano,
tu dai retta alla sua piccola mano.
Tu c'hai nel cuore la marina brulla,
tu dai retta alla sua voce fanciulla".
La cavalla volgea la scarna testa
verso mia madre, che dicea più mesta:
"O cavallina, cavallina storna,
che portavi colui che non ritorna;
lo so, lo so, che tu l'amavi forte!
Con lui c'eri tu sola e la sua morte
O nata in selve tra l'ondate e il vento,
tu tenesti nel cuore il tuo spavento;
sentendo lasso nella bocca il morso,
nel cuor veloce tu premesti il corso:
adagio seguitasti la tua via,
perché facesse in pace l'agonia...".
La scarna lunga testa era daccanto
al dolce viso di mia madre in pianto.
"O cavallina, cavallina storna,
che portavi colui che non ritorna;
oh! due parole egli dové pur dire!
E tu capisci, ma non sai ridire.
Tu con le briglie sciolte tra le zampe,
con dentro gli occhi il fuoco delle vampe,
con negli orecchi l'eco degli scoppi,
seguitasti la via tra gli alti pioppi:
lo riportavi tra il morir del sole,
perché udissimo noi le sue parole".
Stava attenta la lunga testa fiera.
Mia madre l'abbraccio' su la criniera.
"O cavallina, cavallina storna,
portavi a casa sua chi non ritorna!
a me, chi non ritornerà più mai!
Tu fosti buona... Ma parlar non sai!
Tu non sai, poverina; altri non osa.
Oh! ma tu devi dirmi una una cosa!
Tu l'hai veduto l'uomo che l'uccise:
esso t'è qui nelle pupille fise.
Chi fu? Chi è? Ti voglio dire un nome.
E tu fa cenno. Dio t'insegni, come".
Ora, i cavalli non frangean la biada:
dormian sognando il bianco della strada.
La paglia non battean con l'unghie vuote:
dormian sognando il rullo delle ruote.
Mia madre alzò nel gran silenzio un dito:
disse un nome . . . Sonò alto un nitrito.






X Agosto
di G.Pascoli

San Lorenzo, io lo so perché tanto
di stelle per l'aria tranquilla
arde e cade, perché si gran pianto
nel concavo cielo sfavilla.

Ritornava una rondine al tetto:
l'uccisero: cadde tra i spini;
ella aveva nel becco un insetto:
la cena dei suoi rondinini.

Ora è là, come in croce, che tende
quel verme a quel cielo lontano;
e il suo nido è nell'ombra, che attende,
che pigola sempre più piano.

Anche un uomo tornava al suo nido:
l'uccisero: disse: Perdono;
e restò negli aperti occhi un grido:
portava due bambole in dono.

Ora là, nella casa romita,
lo aspettano, aspettano in vano:
egli immobile, attonito, addita
le bambole al cielo lontano.

E tu, Cielo, dall'alto dei mondi
sereni, infinito, immortale,
oh! d'un pianto di stelle lo inondi
quest'atomo opaco del Male!

6 commenti:

  1. Ciao Adriana sono due magnifiche poesie anche se non a lieto fine, la cavallina storna ricordavo ancora qualcosa, grazie per aver condiviso questo breve ricordo di gioventù,
    buona settimana.

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  2. Ritornare nei ricordi di un lontano passato mi fa veramente bene cara Adriana erano veramente altri tempi.
    Tomaso

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  3. Benedetto Croce disse di lui che era un "piccolo grande poeta", ed effettivamente le sue poesie sono state per molti anni dei cavalli di battaglia delle scuole elementari.
    Ora, seguendo i miei figli, vedo che gli orizzonti si sono finalmente allargati, soprattutto verso la grande letteratura straniera che la scuola italiana aveva sempre incredibilmente ignorato (e passi per le scuole elementari, ma perfino nei licei classici!)
    Personalmente nessuna nostalgia, quindi, se autori come Pascoli vengono un pochino più trascurati. Mi spiace. :)

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  4. Dolore e speranza.... poesie che ci spronano a guardare la vita con consapevolezza e riflessione

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  5. Non le avevo mai lette tutte fino in fondo queste poesie e devo dire che sono molto belle!
    Grazie!
    A presto..Sibilla

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  6. Pure io le studiai a memoria,tanti,tanti ma tanti anni fa,hai ragione oggi nemmeno le leggono.....

    Ciao,felice Natale!!

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coccole