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venerdì 23 dicembre 2011

Noi, nel 1960 si trascorreva il Natale così


notare la data...28 dicembre 1958- 2° elementare ( e parecchi errori che la maestra, forse presa dalle feste non mi ha segnato)
- Noi mica si stava in vacanza fino alla Befana, ma si scaglionavano le feste.
- Noi mica si faceva l'albero, a meno di averlo perchè si abitava in campagna, ma si faceva il presepio, con le stutuine di cartapesta, le montagne di carta e i laghi di stagnola, il muschio però si andava a cercarlo ed era principalmente compito di mio fratello.
- Noi ci si svegliava in un freddo "becco" perchè c'era solo la stufa, ma col contenitore dell'acqua calda, mamma l'accendeva presto, ma mai troppo presto.
- Per questo motivo noi ci si lavava come gli uccellini per non prender freddo.
- Noi si andava a dormire col pigiama di flanella a righe come i carcerati.
- Noi la sera di Natale si andava a Messa volenti o nolenti e in Chiesa faceva più caldo ed era tutto illuminato e il presepe era grande con le statue anch'esse grandi e noi si andava principalmente per vederlo e anche perchè non ci facevano restare certo a casa.
- E poi era l'unico giorno che si faceva tardi e tornando magari si incominciava a vedere cadere la neve, che allora si che nevicava.
- Noi poi a casa si correva subito a letto, sotto le coperte fredde e umide , ma a volte la mamma ci metteva la "boulle" che allora noi la chiamavamo "la borsa dell'acqua calda".
- E si cercava di addormentarsi subito sperando che Gesù Bambino, mica Babbo Natale, ci portasse qualche regalo. E per me quel Natale era stato ricco (forse era nevicato tanto e mio papà andava a spalare la neve per far su un po' di soldini) perchè mi aveva portato tante cose (anche il bambolotto di cui ho già narrato la storia Tom, scritto con una parola non più corretta).
- Noi anche se era festa ci si svegliava presto per vedere se era stato tutto un'illusione, ma per me era stata una sorpresa bellissimissima.
- Noi poi non si poteva tanto giocare perchè bisognava aiutare la mamma a fare pranzo.
- Noi si mangiava quasi sempre tra noi perchè non si avevano parenti vicino visto che i miei erano emigrati dal Veneto a Torino.
- Noi si mangiava a volte la gallina bollita e col brodo per gli agnolotti , se la mamma aveva potuto farli, poi le patate al forno (la nostra straordinaria stufa aveva anche il forno) e allora noi avevamo anche il dolce, non il panettone, ma un dolce con l'uvetta e i canditi che faceva la mamma, la "pinza" o castagnaccio si faceva poi per la Befana, già noi avevamo la Befana mica l'Epifania.
- E poi dopo i mandarini mentre gli adulti bevevano un pochino di più finalmente si giocava.
- Noi , se nevicava, nel pomeriggio si mangiava la "granita", mamma andava fuori a riempire i bicchieri di neve e ci metteva un po' di vino dolce (unicostrappo alla regola per i bambini) e noi "pucevamo" col cucchiaino per farla sciogliere e ce la godevamo fino all'ultima goccia.
- Noi alla sera si andava a letto, nello stesso letto freddo, ma felici come non mai!

13 commenti:

  1. Ciao Adriana hai ragione questo era il vero Natale, hai raccontato la tua storia così bene che non sembra sia stata una bambina di sette anni adesso in quinta scrivono peggio,
    comunque grazie di avermi fatto rivivere momenti spensierati di un tempo ormai lontano ma mai dimenticato.

    Tiziano

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  2. Bellissimo post Adry, mi è piaciuto tantissimo. Mi sembrava di stare dentro uno di quei romanzi sceneggiati in bianco e nero degli anni '60, quelli che raccontavano del nostro recentissimo passato rurale.

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  3. Ricordi di tanti significativi natali....erano certamente colmi di valori veri!
    Alla vigilia della nascita del Bambinello ti lascio il mio caro augurio affinchè questo natale porti serenità, pace, gioia, amore e salute in abbondanza.
    Un abbraccio

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  4. Come è bello leggere le storie di Natale di oltre 50 anni fa brava cara Adriana buon Natale.
    Tomaso

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  5. Quanti bei ricordi, Adriana...

    Era Un Natale vero per adulti e bambini.

    Ti abbraccio e...Buon Natale!

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  6. Un abbraccio e tanti, tanti auguri a te e i ragazzi.

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  7. Con questo bellissimo post mi hai fatto rivivere pari pari la mia infanzia...quello era il clima del Natale di quegli anni, per un certo verso irripetibili...
    Buon proseguimento delle festività Adriana, a presto.

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  8. E il mio Natale era similie al tuo, compreso il freddo becco dell'acqua, per cui lavaggi velocissimi. E le coperte gelide, e le trapunte pesanti, mica il piumone. E il "frate" con dentro uno scaldino di braci per rompere quel senso di gelide lenzuola. Grazie per aver ricordato e descritto tutto così bene!

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  10. Ciao Adriana, mi hai fatto tornare indietro di 60 anni. Ma almeno io e mio fratello avevamo diritto al mattone riscaldato, avvolto in un asciugamano, per scaldare il letto. Solo più tardi è arrivata la borsa dell'acqua calda. Li ricordo ancora i biglietti che scrivevamo per avere qualche regalo. Ci si accontentava di una pistola da cow-boy od un trenino elettrico perché (ben sapendo chi era Babbo Natale) sapevamo anche che non poteva spendere dei capitali
    Grazie per gli auguri che mi hai lasciato sul mio blog e spiacente che la mia data di nascita ti abbia risvegliato amari ricordi. Mettici una pietra sopra, come ho fatto io con il mio divorzio 25 anni fa. Dopo tre anni ho conosciuto la mia attuale moglie e siamo felici. Buona serata.

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  11. Io arrivo tardi con i commenti perché ti leggo adesso...sono del '53 ed anche i miei natali erano come il tuo...allora eravamo tutti nella stessa situazione: stanze fredde, una sola stufa chiamata economica coi cerchi sopra da togliere per mettere la padella nel buco specie per la polenta, un forno ma piccolino e la gioia delle luci e delle pietanze speciali della mamma per le feste (allora i ristoranti erano per i ricchi che chiamavamo il milionari). Assieme ai regali, uno per ogni bambino, c'erano i mandarini e gli zuccheri di S. Lucia, ma non tanti per non guastare i dentini. La poesia e la gioia di quei momenti tanto semplici non ci sono più da 55 anni ...adesso il natale è diventato solo una delle tante feste e non c'è più nemmeno la gioia che si sentiva quasi palpabile anche nella gente che si incontrava per fare gli ultimi acquisti la sera prima del natale e gli auguri che tutti si dicevano anche se non si conoscevano bene. Adesso la vita è forse più facile, ma è vuota di significato e di sentimento. Brava, sono contenta che mi hai fatto sognare ancora... ALDA

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