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lunedì 10 giugno 2013

La patente...

Ma si chiama ancora così? Perchè come dice mio figlio io lo conseguita ...all'età della pietra ed ha torto perchè allora erano tempi molto più tranquilli.


e se lo dice Diabolik

Noi di allora si prendeva la patente senza punti, non avevamo i quiz-web, l'esame era serio e non ammetteva errori, gli istruttori non erano carini e neanche giovani, le auto su cui si guidava non erano dell'ultima generazione e la patente che ritiravi (non subito) era un fogliettino rosa sbiadito , piccolino , con una copertina azzurra, la fotografia che ci mettevano era come i diamanti cioè per sempre, nel senso che rifacevi la patente , ma la foto restava la stessa.



Io  mi aggiudicai la patente con la maturità, nel senso della scuola...
Mio padre non era maschilista come tanti per cui prese la patente mio fratello e poi la presi anch'io (lo so è brutto questo termine di "prendere" ma conseguire è troppo lungo e anche troppo pomposo)
Mio fratello aveva già la macchina per cui inizialmente pensai di prenderla alla Motorizzazione, sbagliato...
Dopo "sviolinate" riuscii a convincere mio fratello ad insegnarmi (mio padre aveva la patente per la moto e non era lo stesso, io avevo collaborato accompagnandolo e restando buona quando la moto si spegneva e succedevano piccoli intoppi), ma non fu la stessa cosa.
1° lezione : ora scelta da lui (pomeriggio tardi), luogo parcheggio vicino stadio in zona altamente deserta e sgombra ( non si poteva assolutamente fare lezioni di guida, mica era come adesso!),
con fare "furtivo" ci scambiammo i posti, ricordo che ero un po' timorosa, non per il guidare, ma per gli sguardi che ricevevo.
Mi spiegò i movimenti che dovevo fare : infilare la chiave, mettere in moto,piede destro acceleratore, piede sinistro frizione e freno (cavoli, ma il piede era uno, non ne avevo tre), braccio sinistro sul volante e destro sul cambio, ingranare la marcia, la prima e poi lasciare la frizione ed accelerare...conclusione un saltino in avanti e il motore spento...normale pensate voi , invece seguirono urla stizzose che mi colpevolizzavano di volergli "rompere" la macchina.
Seconda prova: stesso finale, anzi no perchè a quel punto scesi dalla macchina e me la feci a piedi fino a casa...(avevamo dei bei caratterini!).
La seconda lezione non ci fu perchè convinsi mio padre ad iscrivermi alla scuola guida, allora il prezzo comprendeva un certo numero di guide che ti dovevi far bastare perchè già costava e farne di più neanche ci si sognava.
Si iniziava con le lezioni di teoria a cui si assisteva tutti con il proprio libretto fra le mani e gli occhi sull'istruttore che ci faceva vedere cartelli e ci spiegava i vari termini (all'epoca ci fu uno che come nelle barzellette disse che la carreggiata era per i carri), solo dopo venivano le lezioni di guida.
1° lezione : come la precedente, fortunatamente senza le urla, dopo qualche falsa partenza capii come funzionava e mi immisi nella strada , la macchina era una Fiat 850 (come quella che aveva mio fratello) e mi sentii molto importante (anche se mi accorsi che l'istruttore, rigorosamente "di una certa età" e bruttino, mi aiutava con i suoi comandi) e riuscii a completare l'ora facendo un discreto numero di strade e di curve.



Tornai a casa entusiasta del fatto di essere riuscita a fare un bel giro, già un bel giro ...alla 2° lezione l'istruttore quando salii mi chiese se mi ricordavo la strada che avevo fatto precedentemente, un po'confusa dissi di si e lui " allora la rifaccia" e questo diventò una prassi mentre lui si leggeva il giornale...
Che fare? Non potei fare altro che cambiare orario di lezione e così anche istruttore (non potevo certo raccontare cosa facesse...o forse avrei potuto), anche questo era un po' stagionato però mi insegnò di tutto tra cui anche la famigerata "inversione in due tempi" facendomela rifare fino a che non la feci perfetta e questo mi servì...
Esame teoria : avevo fatto bene i compiti e studiato le lezioni e fu semplice superare la prova senza errori, anche le precedenze andarono bene.
Esame guida : tutti riuniti davanti alla scuola (guida), con indiscrezioni che volavano di bocca in bocca : c'è quell'esaminatore s..., quello che boccia tutti, no, non è giornata sono scocciati, ma tu li sai fare i parcheggi?, e poi la notizia choc che arrivò dal mio "maestro" - sei fortunata c'è l'esaminatore a cui piace far fare l'inversione a 2 tempi- panico generale, pochi l'avevo imparata.
Salimmo sulla macchina al seguito : il primo dimenticò di mettere la freccia due volte nelle curve - bocciato, l'altro parcheggiò davanti ad un passo carraio - bocciato -(ma mi aveva detto di parcheggiare...), terzo...è la mia volta...
Salii osservando la posizione dello specchietto e mettendolo a posto (ci avevano molto raccomandato di farlo perchè dava l'impressione della familiarità con la macchina) mentre il "tizio" chiedeva perchè non partissi, ingranai la marcia, partenza da manuale, giri a destra, bene, giri a sinistra, bene, parcheggio (ma non si può perchè c'è il divieto), bene, ed ecco...bene, ora un'inversione in due tempi...eccola, mai mi era venuta così bene, oserei dire perfetta.
E così avevo superato anche l'esame di guida....

15 commenti:

  1. Piacevole e divertente il tuo ricordo di quando hai "preso" la patente, che mi ha fatto ricordare un po' anche la mia. Però il mio istruttore di guida era invece un bellissimo giovanotto; solo che ho preso la patente contemporaneamente al mio fidanzato e le lezioni di guida le facevamo insieme ... ahahah
    Ma lo sai che io ho ancora in uso la mia prima patente e la foto è ancora la stessa di quando avevo vent'anni? e pensare che viene accettata come tessera di riconoscimento, ma chi mi riconosce più? ;)

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    1. anch'io ho la stesa patente e la stessa fotografia.

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  2. Bello il tuo racconto,io la presi da privatista nel 84,l'istruttore era un signore anziano,molto rigido anche lui e visto che ero l'unico che si presentava da privato e per lo più con una gigantesca Ford Taunus,mi ha spremuto come un limone,mi fece parcheggiare 3 volte e se non ricordo male l'esame durò quasi un'ora o forse più.....ma alla fine dovette promuovermi...non sbagliai nulla:-)))anche se mi fece girare mezza Milano:-)
    Splendida l'850...l'aveva mio zio e ogni tanto la "rubavo":-))
    Bei caratterini tu e tuo fratello:-)
    Ciao,buona serata!!

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    1. bravo che l'hai presa da privatista.
      A me piaceva molto sia l'850 che la 500.

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  3. Che interessante questo post cara Adriana. Se penso alla mia mi viene un po da ridere:)
    era ancora nel 1948, un insegnante qualificato che faceva la ore di guida in tre allievi, aveva una vecchia Balilla, una lezione durava circa 10 minuti, poche lezioni e poi veniva l'esperto che tutti lo chiamavano l'ingegnere.
    Anche l'esame durò 500 metri bastava saper girare la macchina in strada con le tre manovre!
    Ma la dovetti fare anche qui era nel 1957, la Svizzera a quei tempi no riconosceva la patente di guida italiana, penso che avessero ragione!!!
    Qui dopo una lunga scuola teorica e guida lezioni di una ora ho fatto l'esame, non cerano alcun quiz, nella teoria si giocava con dei modellini di macchine su un grande tavolo dove erano segnate le strade lui metteva l'auto in un posto e tu dovevi dire se era corretto, quello che era difficile in un rettilineo numerato in metri metteva diversi modellini colorati e tu dovevi sapere quanti metri ci voleva per il sorpasso! Lui ti dava la velocità che correvi... Credimi era molto difficile.
    Poi la guida durava un'ora e ti portava nel traffico cittadino, erano molto severi.
    Ora ho finito di raccontare la severità della Svizzera, ciao e buona giornata.
    Tomaso

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    1. ma che bello il tuo racconto!
      La Balilla, mitica macchina.

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  4. Che bel racconto, Adry!
    Quando iniziai teoria, avevo 18 anni e tre giorni, non so se a Venaria ci fossero altre scuole guida, quella che frequentai io era vicino a Molinar, il concessionario FIAT.
    Ricordo la prima guida, perchè era inverno e quel giorno c'era un tempo bruttissimo, con quelle nebbie spesse che duravano giorni e giorni.
    Praticamente, le guide le ho fatte in questo modo, poi - finalmente - arrivò il giorno dell'esame di guida: A Venaria? Nooo, si andava a Ciriè se no era troppo facile!
    Esame superato, l'ingegnere della motorizzazione mi fece fare trecento metri, poi solo un parcheggio.
    E vaiii,la patente arrivò - poi - datata 3 Gennaio 1967 . . . !!

    Ciao, a presto!

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    1. Acc... fino a Ciriè.
      Bello anche il tuo racconto, quante esperienze diverse!

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  5. Per me il problema patente non si pone e mai si porrà... W la bicicletta!
    un abbraccio :)

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    1. W la bicicletta che è molto più salutare e non inquina.
      Ciao

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  6. All'esame di guida fui promossa per la mia "prudenza"

    la tipa prima di me, moglie di un vigile urbano, fu bocciata perchè aveva girato a destra col giallo.

    Quanti ricordi e che patema...

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    1. Io prudente lo diventai dopo, allora ero ancora ..esuberante.

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  7. il rinnovo della patente é una delle cose meno serie in Italia

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  8. Ad occhio, direi di avere "conseguito" la patente qualche anno dopo di te: ero - e sono! - troppo pigro per fare quel passo prima che diventasse indispensabile. Se non l'avessi smarrita (credo di aver lasciato in un cinema il famigerato borsello allora in voga)avrei ancora la patente originale: in ogni caso il duplicato che non ho ancora cambiato é vecchio di quasi 40 anni ed ha le caratteristiche da te descritte qui con vividezza.

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