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martedì 17 aprile 2012

la stadera

cos'è mai costei?
"...parlando della stadera, stromento usitatissimo, col quale si pesano diverse mercanzie, sostenendole, benché gravissime, col peso d’un picciolo contrapeso, il quale volgarmente adimandano romano, proveremo, in tale operazione nient’altro farsi, che ridurre in atto pratico quel tanto che di sopra abbiamo speculato. Imperò che, se intenderemo la stadera AB,
Galileo Galilei
Mecaniche05.gif

La stadera è una bilancia a bracci disuguali, il più corto dei quali porta un piatto sul quale viene posato l'oggetto da pesare; sull'altro braccio, notevolmente lungo è incisa la graduazione in chilogrammi e sottomultipli, su cui scorre un peso, detto romano. La posizione di equilibrio fa da indice per la lettura del peso del carico.




 Di origini romane, io la ricordo da piccola unita al ricordo di un "vecchio mestiere" : il pollivendolo.
Ricordo ancora con tristezza come "tale figuro" (ai miei occhi) appendesse le galline e i polli legati per le zampe al gancio per pesarli. Vi erano sempre discussioni riguardo al peso, in quanto i venditori erano velocissimi e le massaie non riuscivano ad individuare il peso corrispondente.
All'epoca i polli si vendevano vivi e a proposito ricordo un anneddoto di mio papà. A casa nostra non si compravano quasi mai i polli vivi, ma successe una volta che ricordo, in occasione di  una Pasqua credo, che venne comprata una gallina viva. Per qualche giorno venne tenuta sul balcone, non si abitava in campagna, ma venne il momento in cui doveva essere "consumata". Io da una parte mi ero quasi affezionata, anche se era un animale un po' insulso, e non volevo che venisse uccisa. Però era stata comperata per quel motivo e quindi mio padre si preparò per il triste epilogo, ma....legatele le zampe questa continuava ad agitarsi e mio padre non sapeva bene come procedere (io pensai che anche a lui mancasse il coraggio di ucciderla).
Finale della storia..........andò da un vicino meno compassionevole che gliela spennò anche, io non la mangiai e mio padre vive non comprò più!


3 commenti:

  1. Cara Adriana eccomi ritornato dal bel viaggio sul treno dei ghiacciai da San Moritz a Zermatt, un viaggio veramente favoloso.
    Buona serata amica.
    Tomaso

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  2. Sai Adriana, a me è successa la stessa cosa. Lavoravo in una cittadina del Veneto e dovevo far firmare delle cambiali ad un contadino per un suo debito. Alla fine era talmente contento di come l'avevo aiutato a superare un momento critico, concedendogli molte rate piccole, che mi regalò una gallina. Portata a casa io la liberai nel garage perché non volevo ucciderla. La feci vedere ad un vicino che in un batterdocchio le tirò il collo. Gliela lasciai perché sono sicuro che non sarei riuscito a mangiarla. Si vede che avevo già il virus della protezione degli animali. Per quanto riguarda la stadera, l'ho conosciuta anch'io, soprattutto al mercato di Rialto e, come dici, anche mia madre brontolava per non poter vedere il peso. Oggi i commercianti sono più accorti, dimenticano di mettere la tara quando pesano e quindi noi paghiamo il peso della stessa, anche se compri 50 grammi di un qualche cosa. Ciao, passo all'altro post e scusa per il lungo commento.

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  3. Adriana, ti ho risposto sul mio blog.

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