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giovedì 4 aprile 2013

Liquori...fatti in casa








I meno-giovani si ricorderanno di queste "magiche " bottigliette che con la loro alchimia permettevano di preparare i liquori in casa, una vera e propria magia pareva ai miei occhi di bambina, già perchè per me era solo "guardare" (non che in effetti mi siano mai piaciuti).
C'era questa pentola che bolliva con lo zucchero e la bottiglia di alcool  e poi con cura la mamma miscelava i tutto con la "magica" bottiglietta ed era fatto, ma...non si poteva consumare subito e quindi veniva travasato in una bottiglia"da festa" e lì attendeva il momento di essere consumato nei piccoli calicini (che ho ancora) quando veniva gente in visita.


Allora ricordo che si chiamavano gli "estratti della vecchina o della nonnina" , facile capire perchè.
Non si sa bene di cosa fossero costituiti, ma pare fossero abbastanza naturali.
Il liquore che andava per la maggiore era il Doppio Kummel e l'Alkermess.


Il Kummel era caratteristico perchè nell'interno era posto un rametto che si ricopriva di cristalli di zucchero, ecco la ricetta :

In un contenitore di vetro a chiusura ermetica, porre l'alcool, il cumino, l'anice, i semi d'anice, i semi di coriandolo e i chiodi di garofano. Chiudere bene il recipiente e lasciare riposare per una decina di giorni, avendo cura di agitare tutti i giorni il contenitore. Trascorso il tempo indicato, sciogliere in una casseruola sul fuoco lo zucchero nell'acqua facendolo bollire qualche minuto. Incorporare lo sciroppo alla preparazione con l'alcool e lasciare in infusione altri dieci giorni. Quindi filtrare e imbottigliare chiudendo ermeticamente la bottiglia. Lasciare invecchiare fino a quando sul fondo non si saranno formati dei grossi cristalli di zucchero caratteristici di questo liquore.
Alchermes
L' Alkermess era tutt'altra cosa, molto difficile da preparare in quanto abbisognava di un ingrediente particolare : la cocciniglia (un insetto a cui doveva il suo bel colore).
Pervenne in Italia per merito degli Spagnoli, i quali avevano ereditato la ricetta dell'alchermes dagli Arabi. Molti ritengono, erroneamente, che le sue origine siano invece italiane, più precisamente che fosse nato a Firenze: fu qui invece che l'alchermes iniziò a diffondersi, durante la reggenza dei Medici, che ne erano grandi apprezzatori. All'epoca, era definito come “elisir della lunga vita” ed era prodotto presso i frati di Santa Maria Novella. La ricetta fu tenuta segreta per molti anni, ma i senesi, da sempre in lotta con Firenze, riuscirono a rubargliela: da quel momento l'alchermes si diffuse in tutta Europa. Infatti, poco dopo, dall'Italia fu esportato in Francia tramite i cuochi di Caterina de' Medici: i Francesi iniziarono a chiamarlo così liquore de' Medici. 

Con il nuovo secolo questo liquore iniziò a perdere fama, poiché venne diffusa la notizia che l'ingrediente segreto era estratto da un insetto, la cocciniglia, che contribuiva a rendere l'alchermes di un color rosso vivo. Iniziò a consumarsene di meno anche perché ritenuto troppo sciropposo e troppo colorato. 

Il Rosolio era però il più conosciuto anche attraverso a letteratura (consumatori ne furono Pinocchio, 


Rosolio - Liquore di Rosa
A partire dalla macerazione dei petali di rosa in alcool, si ottiene una soluzione liquorosa delicatamente profumata ed estremamente gradevole al gusto, nota come rosolio.
Il termine “rosolio” rievoca sia le rose, l'ingrediente basilare, sia l'olio, che richiama la particolare viscosità del distillato. RosolioAd ogni modo, risalendo all'etimologia più antica del nome, sembra che la parola “rosolio” tragga origine dall'antico latino “ros-solis”, la cui traduzione letterale è “rugiada del sole”.
Il rosolio propriamente detto viene preparato con petali di rose, alcooll, acqua e zucchero; più in generale, il rosolio può essere caratterizzato da qualsivoglia essenza, come, ad esempio, estratti di caffè, cioccolato, anice,  ecc.

L'azienda che produceva questi estratti  faceva altri prodotti tra cui i lieviti, di cui ho un ricordo di uno dei primi libricini di fumetti miei da leggere...

LA CANZONE DI MARIAROSA
mariarosa_bertolini.jpg
Al mattino Mariarosa al
mercato se ne va.
Cose buone compra a iosa
pel pranzetto che farà:
antipasti, frutta, vini
e prodotti Bertolini!
Rincasando sul carretto
pensa al dolce la bambina:
un par d’ova… burro un etto…
latte… zucchero…farina…
ed infine, già dosato,
Bertolini, vanigliato!
Gallinella, Gallinella,
dammi un uovo! – Coccodè.
Te lo dò bambina bella,
però, dimmi, per cos’è?
- Faccio un dolce dei più fini
coi prodotti Bertolini!
Mucca bianca, mi vuoi dare
il tuo latte per la torta?
- Sì, però non lo sciupare…
- Ma che dici! Sono accorta
e non sciupo i miei quattrini:
uso buste Bertolini!
Procurato il necessario
ora impasta Mariarosa;
segue attenta il ricettario
diligente e scrupolosa.
Con ricette Bertolini
san far dolci anche i bambini!
Che fragranza! Che splendore!
Com’è soffice e gustosa!
Si farà di certo onore
con le amiche Mariarosa;
e ringrazia a cuor gioioso
Bertolini, prodigioso!



Potrebbe interessarti:http://www.my-personaltrainer.it/benessere/rosolio.html

13 commenti:

  1. Cara Adriana, trovo questo post molto interessante,i liquori fatti in casa se si rispetta la ricetta giusta sono buoni e genuini.
    Ciao e buona notte cara amica, per me é già tandi.
    Tomaso

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    1. mi fanno piacere le tue visite, buonantte

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  2. Ciao Adriana. Li ricordo gli "Estratti Bertolini" !!
    C'erano anche quelli per fare gli sciroppi. Si metteva acqua zucchero e l'estratto di menta, orzata ecc.
    Che nostalgia!
    E avevo una scatola di latta col manico, fatta come un beauty, che aveva attorno i disegni di Mariarosa che hai riportato, e la sua filastrocca!!
    La "bottegaia", ci teneva le bustine di lievito in vendita, e quando è stata vuota me l'aveva regalata.

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    1. ma che bello, sarebbe piaciuta anche a me, io ricordo che ho tenuto quel libretto per tantissimi anni.

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  3. Sicuramente mia mamma si ricorderà per me è un mondo tutto da scoprire.
    Un abbraccio

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  4. la mia mamma si preparava il Rosolio... adesso prepara il Limoncello... buonissimo

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  5. una volta li facevamo anche noi ma poi non li si beveva e quindi....stop

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  6. Che belle le pubblicità di una volta...

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  7. Ciao cara,scusami per il ritardo ma questa è stata una settimana pessima,ho avuto poco tempo e quel poco l'ho dedicato al ritratto che ho postato:-)
    Io ho dei vaghi ricordi degli estratti e non so se sono ricordi veri oppure immagini che ho rivisto dopo in qualche programma che ricordava i vecchi tempi,invece la canzone di Maria Rosa la ricordo benissimo:-)))
    La cocciniglia so che la usano ancora come estratto per dar colore alla carne e per innumerevoli altre applicazioni,d'altronde è stata sempre usata e nonostante sia un insetto non porta ne malattie ne problemi particolari,molto peggio i coloranti chimici.
    Comunque è un bellissimo post che ravviva la memoria:-))
    Ciao,un abbraccio e buona domenica!

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    1. mi dispiace della settimana....ma grazie per il ritorno, non sapevo che adoperassero ancora la cocciniglia.
      ciao a te

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  8. Un'intensa pagina di ricostruzione di storia materiale. Ricordo bene il kummel...

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    1. io invece il Kummel non lo ricordo

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  9. sarebbe interessante sapere anche la quantita' degli ingredienti e non solo i nomi grazie comunque e buon lavoro

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coccole