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giovedì 18 aprile 2013

Ritorno al passato...le feste in casa

Ho visto sul bus una ragazza che con molta disinvoltura si è tolta la gonna mettendo in mostra un paio di leggins molto aderenti mentre la sua amichetta estraeva dalla capiente borsa l'occorrente per il trucco procedendo nonostante i sobbalzi dell'automezzo...pensavo che scene così non si vedessero più e mi hanno fatto tornare in mente simili atteggiamenti negli anni 60 (in cui per altro eravamo più grandi).
Le famose "feste in casa", potevano essere compleanni o anche semplicemente un modo per stare insieme e passare il tempo.
Occorrente : prima di tutto qualcuno che mettesse a disposizione la casa e in cui  ci fosse una stanza abbastanza grande da poter ballare, possibilmente munito di "giradischi" (chiamavasi così gli strumenti per ascoltare la musica),

Io lo avevo così (o meglio mio fratello perchè io ero troppo piccola e dovevo accontentarmi a dare una sbirciatina) e a casa c'era anche il soggiorno , che appositamente acconciato con le sedie alle pareti permetteva di ballare.
Orario :sabato pomeriggio h. 15 - 20, ma anche la domenica, possibilmente senza i "veri padroni di casa", ma si poteva fare anche con la loro presenza, chiudendo strategicamente a porta per non disturbare (che mamma e..io ogni tanto apriva per sbircare che non succedesse qualcosa di compromettente).
Vettovaglie : bignole (vedasi pasticcini) e beveraggi assolutamente analcolici (ginger, gassosa,,,) portate dai partecipanti, il padrone di casa metteva appunto la casa.
Partecipanti : sempre più di quelli che potevano essere contenuti dalla stanza. Un cenno particolare per quelle, ma anche quelli che "facevano tappezzeria", dicasi così di coloro che stavano sedute/i quasi tutto il tempo, a parte qualche puntata al tavolo delle bibite, perchè bisognava  dare l'impressione , con il bicchiere in mano, di essere impegnanti con quello e per questo di non poter ballare (di solito le bruttine o i mollati)
Negli anni successivi in cui potei partecipare (mai alle feste di mio fratello perchè i suoi amici non erano adatti a me..chi saranno stati mai!) feci spesso "tappezzeria" e non perchè fossi molto bruttina, ma perchè non ancora fisicamente sviluppata all'uopo (magra e secca e senza seno - mi crescerà troppo molto più tardi)e perchè non ho mai saputo ballare.
Dischi e si, quelle cose rotonde, nere, in vinile che si appoggiavano sul "piatto" e su cui il "dj" (generalmente il bruttino o lo sfigato di turno o il "appena lasciato") appoggiava con cura la "puntina" cercando di non rigare e possibilmente facendo partire la canzone dall'inizio.
Si incominciava con canzoni movimentate ...


piano piano si passava a quelle più d'atmosfera

Intanto , man mano che le ore passavano, le tapparelle venivano chiuse e si accendeva la luce e, complice il dj si arrivava all'ascolto della canzone "proibita" che chissà come mai c'era sempre chi la portava

poi questa  

ma la "famigerata" era questa 

A questo punto, mentre i ballerini si stringevano,complice lo spegnimento strategico della luce (ma si saranno messi d'accordo prima?) e cercavano di "palpare" qualcosa, la mamma allertata dalla musica ...interveniva riaccendendo la luce.

Alle 20 alla spicciolata, dopo aver ringraziato gli adulti, i "festaioli se ne ritornavano a casa...fino alla prossima!
A volte nasceva qualcosa e allora qualcuno andava via tenendosi per mano, altre volte si rompeva qualcosa, ma sempre c'era chi andava via deluso promettendo di non andare più...fino alla prossima, c'è sempre speranza no?

13 commenti:

  1. Che dovizia di particolari, Adry...
    Io non le ho vissute direttamente perché erano i tempi in cui incominciavo a girare con il mio "complesso" ( i gruppi di allora si chiamavano così, ricordi?), per cui le nostre mete erano le sale da ballo più o meno grandi, in Torino e - più volte - fuori Torino.
    Comunque, la "tappezzeria" di cui parli si vedeva eccome, anche nei locali pubblici...

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    1. Ricordo bene i "complessi", a volte io li chiamo ancora così..

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  2. Mi hai fatto rivivere un sabato pomeriggio...ballando "Il ballo del mattone"...

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  3. Ricordo perfettamente quelle atmosfere, anche se io le ho vissute negli anni '70!
    Le prime "cotte" sono nate proprio in quelle occasioni!
    Baci

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    1. anch'io verso a fine degli anni '60, ma ero sempre "piccola"

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  4. Un bel racconto dei tempi che furono,ora le feste si fanno ancora ma credo che siano più..."esagitate" :-))
    Ciao,buon fine settimana!

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    1. Non credo che si facciano più le feste a casa, ora anche i compleanni li festeggiano in discoteca.
      Buona domenica

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  5. Hai raccontato perfettamente i "festini" di una volta.... anche se io ero molto timida e non ci volevo mai andare.
    Ti auguro un sereno fine settimana.
    A presto, Ale

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    1. anch'io ero molto timida e insicura e non ci sono andata spesso, ricordo molto più quelle di mio fratello.

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  6. Eh già, ho vissuto anch'io simili esperienze...

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  7. E chi se li può dimenticare i "festini" in casa?
    Sempre rigorosamente con gli adulti nell'altra stanza che, con una scusa o con l'altra, entravano a sorpresa. Io non avevo troppo spesso il permesso dei miei di andarci, perché ero la più "piccola" del gruppo di amici, ma in compenso non mi è mai capitato di fare da "tappezzeria" , anzi, tutt'altro ... :))

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coccole...