Sabbia bianca

lavoro del mare
nei secoli

Informazioni personali

lunedì 29 aprile 2013

Tre canzoni del tempo passato







All'epoca queste canzoni venivano ascoltate su giradischi e con dischi in vinile di 33 giri (era già una scoperta nuova).





poi si arrivò all'ascolto della musica andando a passeggio con l' walkman, molto innovativo




poi negli anni 70 siamo arrivati ai mangiadischi



e ai mangianastri



Ricordate quei mega-strumenti che i giovani portavano in spalla sulla spiaggia per far colpo con le ragazze??

venerdì 26 aprile 2013

la Villa della Regina

Il complesso collinare, costituito da edificio aulico, rustici, giardini e pertinenze agricole, viene fatto realizzare a partire dal 1615 dal cardinale Maurizio di Savoia (1593-1657), secondogenito del duca Carlo Emanuele I (1562-1630) e ambasciatore presso la Santa Sede.
L’edificio è ampliato alla morte del cardinal Maurizio da sua moglie, la principessa Ludovica, con la costruzione di quattro padiglioni angolari. A fine Seicento diventa dimora preferita di Anna d’Orleans (1669-1728), moglie di Vittorio Amedeo II (1666-1732), da cui il nome “Villa della Regina”. In seguito all’acquisizione del titolo regio da parte dei Savoia (1713) villa e giardino vengono coinvolti in un processo di ridefinizione aulica affidato al Primo Architetto di S. M. Filippo Juvarra.
Nel 1865 la Villa viene destinata da Vittorio Emanuele II (1820-1878) all’Istituto Nazionale per le Figlie dei Militari e adibita a collegio femminile.

Donata nel 1868 all'Istituto Nazionale per le Figlie dei Militari Italiani da Vittorio Emanuele II, Villa della Regina divenne sede della Sezione di lettere e arti per le allieve più dotate. Aule scolastiche furono ricavate in alcuni ambienti degli appartamenti aulici e del secondo piano mentre i giardini furono utilizzati per le attività sportive e di svago delle allieve. Nel 1943 Villa della Regina fu gravemente danneggiata dai bombardamenti, cessando di fatto la sua funzione di sede principale del collegio.








Un prezioso gioiello da visitare.
Queste sono le "mie" fotografie...









giovedì 25 aprile 2013

un tema scolastico...

Mi è capitato tra le mani un vecchio quaderno delle classi medie ed ho letto questo tema (che posto sotto) che feci allora e il cui argomento è rimasto ben presente nei miei ricordi, erano altri anni altri desideri, altri problemi, un'altra età...



martedì 23 aprile 2013

in un libro

di CULTURA GENERALE  del 1958.
Si parla della lettera e vi sono osservazioni che ora ci paiono non solo sorpassate, ma inutili...


giovedì 18 aprile 2013

Ritorno al passato...le feste in casa

Ho visto sul bus una ragazza che con molta disinvoltura si è tolta la gonna mettendo in mostra un paio di leggins molto aderenti mentre la sua amichetta estraeva dalla capiente borsa l'occorrente per il trucco procedendo nonostante i sobbalzi dell'automezzo...pensavo che scene così non si vedessero più e mi hanno fatto tornare in mente simili atteggiamenti negli anni 60 (in cui per altro eravamo più grandi).
Le famose "feste in casa", potevano essere compleanni o anche semplicemente un modo per stare insieme e passare il tempo.
Occorrente : prima di tutto qualcuno che mettesse a disposizione la casa e in cui  ci fosse una stanza abbastanza grande da poter ballare, possibilmente munito di "giradischi" (chiamavasi così gli strumenti per ascoltare la musica),

Io lo avevo così (o meglio mio fratello perchè io ero troppo piccola e dovevo accontentarmi a dare una sbirciatina) e a casa c'era anche il soggiorno , che appositamente acconciato con le sedie alle pareti permetteva di ballare.
Orario :sabato pomeriggio h. 15 - 20, ma anche la domenica, possibilmente senza i "veri padroni di casa", ma si poteva fare anche con la loro presenza, chiudendo strategicamente a porta per non disturbare (che mamma e..io ogni tanto apriva per sbircare che non succedesse qualcosa di compromettente).
Vettovaglie : bignole (vedasi pasticcini) e beveraggi assolutamente analcolici (ginger, gassosa,,,) portate dai partecipanti, il padrone di casa metteva appunto la casa.
Partecipanti : sempre più di quelli che potevano essere contenuti dalla stanza. Un cenno particolare per quelle, ma anche quelli che "facevano tappezzeria", dicasi così di coloro che stavano sedute/i quasi tutto il tempo, a parte qualche puntata al tavolo delle bibite, perchè bisognava  dare l'impressione , con il bicchiere in mano, di essere impegnanti con quello e per questo di non poter ballare (di solito le bruttine o i mollati)
Negli anni successivi in cui potei partecipare (mai alle feste di mio fratello perchè i suoi amici non erano adatti a me..chi saranno stati mai!) feci spesso "tappezzeria" e non perchè fossi molto bruttina, ma perchè non ancora fisicamente sviluppata all'uopo (magra e secca e senza seno - mi crescerà troppo molto più tardi)e perchè non ho mai saputo ballare.
Dischi e si, quelle cose rotonde, nere, in vinile che si appoggiavano sul "piatto" e su cui il "dj" (generalmente il bruttino o lo sfigato di turno o il "appena lasciato") appoggiava con cura la "puntina" cercando di non rigare e possibilmente facendo partire la canzone dall'inizio.
Si incominciava con canzoni movimentate ...


piano piano si passava a quelle più d'atmosfera

Intanto , man mano che le ore passavano, le tapparelle venivano chiuse e si accendeva la luce e, complice il dj si arrivava all'ascolto della canzone "proibita" che chissà come mai c'era sempre chi la portava

poi questa  

ma la "famigerata" era questa 

A questo punto, mentre i ballerini si stringevano,complice lo spegnimento strategico della luce (ma si saranno messi d'accordo prima?) e cercavano di "palpare" qualcosa, la mamma allertata dalla musica ...interveniva riaccendendo la luce.

Alle 20 alla spicciolata, dopo aver ringraziato gli adulti, i "festaioli se ne ritornavano a casa...fino alla prossima!
A volte nasceva qualcosa e allora qualcuno andava via tenendosi per mano, altre volte si rompeva qualcosa, ma sempre c'era chi andava via deluso promettendo di non andare più...fino alla prossima, c'è sempre speranza no?

mercoledì 17 aprile 2013

Sarà così?

Si dice che tra donne e uomini la comprensione non sia facile e anche che il linguaggio sia totalmente diverso in modo da non riuscire ad interpretare nel modo corretto le frasi che si scambiano...è così?
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Il vero significato delle frasi pronunciate dalle femmine:

SI = No
NO = Si
FORSE = No
MI DISPIACE = Ti dispiacerà
ABBIAMO BISOGNO = Voglio
DECIDI TU = La decisione giusta dovrebbe essere ovvia
FAI COME TI PARE = La pagherai in seguito
DOBBIAMO PARLARE = Ho bisogno di lamentarmi di qualcosa
CERTO, FALLO PURE SE VUOI = Non voglio che tu lo faccia
NON SONO ARRABBIATA = Certo che sono arrabbiata, stronzo !
SEI COSI` MASCOLINO = Hai bisogno di raderti
CERTO CHE STASERA SEI PROPRIO CARINO CON ME = Possibile che pensi sempre al sesso ?
SPEGNI LA LUCE = Ho la cellulite
QUESTA CUCINA E` COSI` POCO PRATICA = Voglio una casa nuova
VOGLIO DELLE NUOVE TENDINE = ..e tappeti, e mobili, e carta da parati
HO SENTITO UN RUMORE = Mi ero accorta che stavi per addormentarti
MI AMI ? = Sto per chiederti qualcosa di costoso
QUANTO MI AMI ? = Ho fatto qualcosa che non ti piacerà  sentire
HO IL SEDERE GROSSO ? = Dimmi che sono stupenda
DEVI IMPARARE A COMUNICARE = Devi solo essere d'accordo con me
NIENTE, DAVVERO = E` solo che sei un tale stronzo.

Foto

Il vero significato delle frasi pronunciate dai maschi:

HO FAME = Ho fame
HO SONNO = Ho sonno
SONO STANCO = Sono Stanco
ANDIAMO AL CINEMA ? = Mi piacerebbe fare sesso con te
POSSO PORTARTI FUORI A CENA ? = Mi piacerebbe fare sesso con te
POSSO CHIAMARTI QUALCHE VOLTA ? = Mi piacerebbe fare sesso con te
POSSO AVERE L'ONORE DI UN BALLO ? = Mi piacerebbe fare sesso con te
BEL VESTITO ! = Bella Gnocca !
SEMBRI TESA,TI FACCIO UN MASSAGGIO ? = Ti voglio accarezzare
COSA C'E` CHE NON VA ? = Non vedo perchè ne stai facendo una tragedia
COSA C'E` CHE NON VA ? = Quale insignificante trauma psicologico auto-inventato stai combattendo ?
COSA C'E` CHE NON VA ? = Immagino che di fare sesso stanotte non se ne parli...
SONO ANNOIATO = Vuoi fare sesso con me ?
TI AMO = Facciamo sesso, ora !
TI AMO ANCH'IO = Va bene, l'ho detto, ma ora facciamo del sesso !
SI, MI PIACE IL TUO TAGLIO DI CAPELLI = Mi piacevano di più prima
PARLIAMO = Sto cercando di fare una buona impressione su di te in modo che tu creda che sono una persona profonda e forse allora acconsentirai a fare sesso con me
MI SPOSERAI ? = Voglio che diventi illegale per te andare a letto con altri uomini.



lunedì 15 aprile 2013

Ricette degli anni '40 - '50



Leggete un po' cosa scriveva Petronilla, la cuoca perfetta che pubblicava sui giornali ricette facili e di poca spesa, vi si aprirà un mondo nuovo...

Oh, non pensatemi di professione cuoca; né da mane a sera fra pignatte e padelle ad almanaccare nuove pietanzine e piatti ricercati! Non pensatemi, insomma, né cuoca perfetta, né cuoca di grido ma soltanto (e come ognuna di voi, probabilmente), una qualunque donnetta di casa che in gioventù ha imparato a cucinare (come ognuna di voi avra' certo imparato) sotto la sola guida della sua mamma per poter fare, così, liete sorprese mangerecce al papà ed ai fratelli; che, sposa, ha voluto (come ognuna di voi avrà certo voluto) perfezionarsi alquanto tra i fornelli della propria cucina - cioè nel piccolo regno del quale ella è la Regina - per maggiormente approfondirsi nel ramo più... saggio e pratico della scienza femminile; e che, infine, ha esteso e sempre più estende (come ognuna di voi certamente) il campo del proprio sapere culinario per i suggerimenti, i consigli, e gli esempi che le vengono di continuo dati... da questa e da quella delle sue... tante e buone amiche! * Le ricette che sono state raccolte sono per ciò, in grande maggioranza, ricette di minestre alla buona, di piatti familiari, di pietanze leste a fare, di dolci bocconcini che, pur essendo prelibati, non ci costringono a troppo vuotare il borsellino del marito; e se fra queste ricette, dirò così, plebee, spiccan di tratto in tratto ricette un po'... aristocratiche (cioè, ad ammanire, complicate; di costo piuttosto alto; ma di gusto, però, sempre... supersquisito!) gli è che qualche volta, anche nelle nostre borghesi famigliole, si vuole - e si deve - festeggiare (molto mangiando) il Natale, il Capodanno, la Pasqua, la ricorrenza del matrimonio, il compleanno d'un ragazzo, l'onomastico nostro e persino... (oh, come lo auguro a tutte quante, amichette mie!) persino la promozione del marito a cavaliere o a capo-ufficio! E allora... 

In effetti Amalia Moretti Foggia Della Rovere fu una tra le prime laureate in Medicina in Italia, però scrisse ricette...
E sono proprio queste che vi propongo:

RISO E PREZZEMOLO - LE RICETTE di PETRONILLA


Niente di straordinario in questa mia ricetta; niente di supersquisito e di assai costoso; solamente un modesto, ma saggio, e molto pratico, insegnamento per quelle (e sono tante!) che possiedono un repertorio cucinario che loro permette di variare abbastanza nelle pietanze, ma di variare però molto poco nelle minestre, cioè nel piatto ch'è pur la base, il caposaldo, d'ogni nostro pasto!
È appunto a queste che io voglio suggerire: il primo giorno nel quale non avrete in casa né brodo, né lardo, - e specie se quello sarà giorno di magro, - comperate, se di 6 è la famiglia, 1 cipolletta, 1 patata, e 2 manciate di prezzemolo.
Al prezzemolo togliete i gambi e tritate le foglioline (ma non eccessivamente minute) con la mezzaluna; e, con il coltello, affettate fine fine la piccola cipolla, e non tanto fine la patata.
Mettete a fuoco la pignatta della minestra giornaliera con 4 cucchiai d'olio d'oliva e la cipolla; tosto la cipolla imbruna, unite il prezzemolo e la patata; mentre il prezzemolo andrà ancora schioppettando, unite anche un cucchiaino colmo di salsa di pomidoro, sciolta in 1/2 bicchiere d'acqua; date una mescolata; e fate lentamente consumare.
Quando mancheranno poco più di 20 minuti all'ora del desinare, versate nella pignatta acqua nella quantità del giornaliero brodo (cioè, di circa 2 mestoli per persona); salate; e tosto l'acqua avrà raggiunto il suo pieno bollore, versate anche il riso ben ben mondato ma non mai lavato (2 cucchiai per persona se il riso sarà di qualità vialone, 3 se non sarà vialone); non coprite mai la pignatta con il suo coperchio; date, di tratto in tratto, una mescolata; unite, dopo 15 minuti da che il riso bollirà, 2 cucchiai di parmigiano o di reggiano trito e un cucchiaino colmo di burro; e quando il riso sarà cotto e, secondo il gusto, più o meno al dente (quando bollirà, cioè, da 22-25 minuti se vialone e de 15-17 se non sarà vialone) versate la minestra nella zuppiera e recate in tavola


Questo era un primo.


LONZA DI MAIALE AL LATTE di PETRONILLA

Qualora una mattina, durante il vostro peregrinare da un banco all'altro della piazza, vi capitasse sotto gli occhi della lonza (polpa) di maiale, fresca, bella, e non troppo magra… se non avete, in casa, uricemici o gottosi, e se il marito non disdegna, una volta tanto, la saporitissima, ma un po' pesante a digerire, carne di maiale… comperatene un chilo e cucinatela così, come quella sopraffina cuoca ch'è la mia amica Leda, ha insegnato a me di cucinare la lonza… maialesca.

* * *


Cioè… legate stretta la carne, dandole così l'aspetto d'un lungo salame; salatela; leggermente impepatela; e infarinatela con farina bianca.
Mettete poi a fuoco, in una casseruola possibilmente di rame, un po' di cipolla trita (mezza) olio (due cucchiai) e burro (circa tanto quant'è grosso un uovo).
Fate rosolare la cipolla, ma ben attente che non vi tocchi la piccola, ma non rara sventura, di vederla invece tutta bruciare ché, in questo caso, dovreste tutto anche buttare.
Adagiate nella casseruola la lonza preparata così, come vi ho detto.
Fate rosolare anche la lonza, rivoltandola spesso e tenendo la casseruola sempre scoperta.
Aggiungete, appena vedrete che la carne è abbastanza cotta sul suo esterno, un goccio di latte.
Coprite (ma non al completo) la casseruola col suo coperchio e abbassate il fuoco.
Versate, ogni 10 minuti, un altro po' di latte, in modo che l'intingolo non abbia a bruciarsi.
Continuate l'operazione per un'ora e mezza consumando, così, circa un litro di latte.
Ricorrete alla panna, anziché al latte, se voleste fare ancor più sopraffino il piatto.
Assieme ad un bel piatto di insalatina verde e condita alla perfezione, servite la lonza, così arrostita, calda, bene affettata, col suo sugo profumato.


E per finire il dolce

TORTA DI FRUTTA- ricetta di petronilla

Quando ieri la cara amica Damia mi ha chiesto cosa mai io avessi preparato per il pranzo… e quando ha sentito che, essendo sola con i figlioli, avevo preparato soltanto un risotto ed una torta di frutta… prima ha espresse tutte le più alte meraviglie, e poscia mi ha pregata di insegnarle la mia torta.
Con la solita cortesia, così ho parlato alla mia cara Damia, e così oggi parlo a voi, nel caso probabile che vi sia qualche… Damia anche fra tutte voi; qualche donna, cioè, poco svelta ad ideare piatti, e poco pratica nel cucinarli.
Dovete dunque, o mie Damie, per fare con le frutta un'ottima torta…


* * *


Battere per bene, dentro ad una insalatiera (e sempre con il cucchiaio di legno) 1 uovo intiero, 1 torlo e 100 gr. di zucchero.
Unire la buccia grattuggiata di mezzo limone e mescolare.
Aggiungere (un po' alla volta) 150 gr. di farina bianca, e mescolare.
Versare (sempre un po' alla volta) 1/2 bicchiere di latte freddo e ancora mescolare.
Mettere, nella miscela, un cucchiaino colmo di quel lievito che si compera dal droghiere; e compiere l'ultima e definitiva rimescolata.
Ungere con burro una tortiera.
Scolarvi dentro tutta la pasta.
Coprire questa, senza economia, con fettine di pere o di mele sbucciate e monde dei semi (circa 1 chilo).
Distribuire, sopra la frutta ed in modo uniforme, 100 gr. di zucchero al quale si sarà unita una presina di cannella.
Sgocciolare, qua e là, sopra la frutta zuccherata, un cucchiaio di burro liquefatto.
Infornare in forno non troppo caldo per un'oretta, o cucinare fra le brage.
Portare in tavola; servire; mangiare; gustare; e concludere - come concludo io quando la faccio - che questa torta, oltre che economica e spiccia - è anche superlativamente squisita.


Saremmo capaci a cucinarle ora??

.....

una metafora della morte...



Il carrozzone va avanti da sé, 
con le regine, i suoi fanti, i suoi re... 
Ridi buffone, per scaramanzia, 
così la morte va via 
Musica, gente, cantate che poi 
Uno alla volta si scende anche noi... 
Sotto a chi tocca... in doppiopetto blu 
Una mattina sei sceso anche tu! 
Bella la vita che se ne va... 
Un fiore, un cielo, la tua ricca povertà 
Il pane caldo, la tua poesia... 
Tu che stringevi la tua mano nella mia! 
Bella la vita, dicevi tu 
È un po' mignotta e va con tutti, sì però... 
Però, però...proprio sul meglio, t'ha detto no! 
E il carrozzone riprende la via, 
facce truccate di malinconia.. 
Tempo per piangere, no, non ce n'è, 
tutto continua anche senza di te.. 
Bella la vita che se ne va... 
Vecchi cortili dove il tempo non ha età, 
i nostri sogni, la fantasia ... 
ridevi forte e la paura era allegria! 
Bella la vita, dicevi tu, 
e t'ha imbrogliato e t'ha fottuto, proprio tu!!! 
Con le regine, con i suoi re, 
il carrozzone va avanti da se...






"Quando carica d' anni e di castità
fra i ricordi e le illusioni
del bel tempo che più non tornerà
troverai le mie canzoni
nel sentirle ti meraviglierai
che qualcuno abbia lodato
le bellezze che più tu non avrai
e che avesti nel tempo passato.
Ma non ti servirà più a niente non ti servirà
che a rimpiangere quei begli occhi che
nessuno più canterà.
Vola il tempo lo sai che vola e va
e noi non ce ne accorgiamo
ma più ancora del tempo che passa e va
siamo noi che ce ne andiamo
è per questo che dico amore amor
io ti aspetterò ogni sera
io ti aspetto ma non tardare ancor
vieni adesso finchè e primavera."