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martedì 7 febbraio 2012

Ricordi di viaggio - parte 1

A volte ci sono momenti in cui ci si affollano nella mente tanti ricordi, immagini che si inseguono e si sovrappongono....................mentre guardo la trapunta del mio letto mi ritrovo nel bazar di Bursa e mi pare di sentire i mille odori conosciuti e sconosciuti e mi ritrovo a contrattare con quel vecchietto dai capelli bianchi, dal sorriso sdentato, dagli occhi buoni che mi sbandiera le sue opere, come un pittore orgoglioso dei suoi quadri e io penso al lavoro che gli sono costate, alle mani screpolate e ferite dall'ago e lì, in quel bugigattolo pulito , che io contamino con le mie scarpe piene di polvere di strada, sento, che per un attimo il tempo si è fermato, per me si è fermato per riportarmi in un altro momento dove ne io nè lui esistiamo, dove nessuno esiste, dove ci sono solo profumi, colori, sensazioni, impressioni, dove galleggio nel vuoto del non esistere.


Ma sto calpestando un tappeto che è già un'altra storia, più triste, più vera.
 E' l'odissea della donna, della donnaignorata, che non è niente, che non è rispettata, che non è importante, che non ha gioia, che non ha amore, che forse non è amata neppure dai figli che ha portato dal buio alla luce.
Una donna, mille donne coperte, nascoste da metri di tela perchè nulla della bellezza del loro corpo traspaia, perchè sul viso nessun sentimento si possa leggere.
Solo occhi neri e tristi, solo occhi vuoti, senza una scintilla di vita.
Occhi scuri, occhi spenti e vecchi, perchè anche se l'età è poca il corpo è piegato dalla fatica, sformato dalle gravidanze,sciupato dal lavoro, inaridito perchè è usato solo per il piacere maschile.
E le bambine sono già vecchie, senza illusioni e senza desideri, senza sogni e senza aspirazioni, spinte in avanti solo dalla molla dell'arrangiarsi, del sopravvivere.
E le mani scorrono instancabili sul telaio, intreciando fili di tanti colori in un disegno ormai scolpito nella loro mente.
Fiori, foglie, forme geometriche e forse su ogni nodo si confonde un desiderio mai realizzato, un sogno mai fatto, un dolore malsopportato.
Ogni tappeto ha la sua storia che nessuno conosce, ma che una donna ha intessuto nelle mille ore passate tra fili colorati.
Una storia, tante storie, una donna, tante donne, tante sconosciute nate, vissute e morte in una storia che non è la loro.
L'eterna storia della donna, passata, presente e futura, è solo un quadro che ha cambiato i contorni.
Una fotografia di un minaretto nel tramonto, una sensazione di gioia mi riscalda il cuore, come sempre questa visione mi fa sentire fuori posto qui, come se appartenessi a un'altro luogo ed a un'altra epoca.
Chissà se è vera la teoria dell'incarnazione, se così fosse la mia precedete vita............ma questa è un'altra storia.

7 commenti:

  1. Adry, non saprei cosa dirti sull'incarnazione ma la cosa certa è che mi hai fatto sentire presente nel tuo racconto
    Ciao e buona giornata

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  2. Che bel racconto! Hai descritto molto bene la realtà di questi luoghi in cui la donna non viene amata come dovrebbe.
    Mi è piaciuto molto leggerlo! Bravissima!
    A presto...Sibilla

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  3. belle immagini, evocative e piene di profumi

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  4. Cara Adriana mi sto innamorando dei tuoi bellissimi racconti.
    Buona giornata cara amica.
    Tomaso

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  5. Ci sono profumi che non si dimenticano!! buona giornata

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  6. E' la prima volta che passo da te e sono contenta di leggere questo bel racconto.
    Ci sono cose che si possono dimenticare col passare del tempo, ma io penso che i profumi rimangano indelebili e riaffiorano appena ti si ripresentano....
    io ad esempio ho sempre nelle narici il profumo di mentuccia che era nella selva vicino a casa della mia nonna, dove noi bambini andavamo a giocare. Quando lo risento mi riempie di nostalgia dei tempi passati.
    Ciao
    Buona giornata
    Bruna

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  7. Che bello questo post. Poetico e nostalgico ma molto vero. gli odori, i profumi restano molto impressi e ci fanno ricordare luighi del passato. io ho ancora nelle narici l'odore della "Drogheria". Era un mix di cannella, chiodi di garofano, caffè,noce moscata, vaniglia...Ma aveva anche un angolo con saponi e saponette... Riguardo alle donne poi... si sa. Se i bei tappeti che ammiriamo potessero dirci i pensieri e i dolori di chi li ha tessuti!

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