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domenica 21 luglio 2013

Al Bicerin





Questo piccolo locale ha visto la luce nel 1763 quando l' "acquacedratario" (venditore di acqua cedrata) Dentis apre la sua piccola bottega proprio di fronte all'ingresso del Santuario della Consolata. Il locale è piccolo, scuro, arredato con panche e tavole di legno (e così rimarrà per tanto).
Vi si serviva cedrata e limonata ma anche prodotti arrivati da lontano : tè, caffè e cioccolata, con sapori e odori nuovi.
Locale senza nome...per diversi anni.
Cambia volto all'inizio dell'Ottocento in cui prende il nome "Al Bicerin" e l'aspetto che mantiene tutt'oggi : cornice esterna in ferro, interno con pareti ricoperte di legno e decorate con specchi, le tavole vengono sostituite da tavolini rotondi in marmo, ma il bancone è sempre quello, solido e insostituibile e alle sue spalle i vasi dei confetti, ben 40 tipi diversi!
Ma il successo del locale e il suo nome fu l'invenzione di una variante di una bevanda di gran moda , la "bavareisa" fatta di caffè, cioccolato , latte e sciroppo.
Il nuovo "bicerin" prevedeva che i tre ingredienti fossero serviti separatamente, erano previste tre varianti : "pur e fiur" (il cappuccini di adesso), "pur e barba" (caffè e cioccolato) e "n' poc 'd tut" (un po' di tutto) con i tre ingredienti mescolati, quello che ebbe più successo.


Amato dai nobili ma anche dalle persone più umili che potevano permetterselo di tanto in tanto visto il prezzo contenuto di tre soldi, cioé 15 centesimi di lira, mantenuto fino al 1913.



la golosità ancora servita nel bicchiere di vetro






Personaggi che "amavano" il bicerin : da Camillo Benso Conte di Cavour a Silvio Pellico, da Puccini a Nietzsche. E ancora la regina Maria Jose e Umberto II, Macario, Wanda Osiris, Gozzano, Calvino e Mario Soldati. Alexander Dumas padre in una lettera parla del locale come di una delle cose da non perdere di Torino, mentre Giacomo Puccini, che abitava nella vicina via sant'Agostino, racconta nelle sue memorie che ogni tanto si faceva quattro passi per venire al Bicerin. E amava sedersi ai suoi tavolini il pittore e scultore Mario Merz, fra i maggiori esponenti dell'arte povera.

Nel 2001 il "bicerin" è stato riconosciuto come " bevanda tradizionale piemontese".
E per finire una ricetta ...sfiziosa.

Gnocchi al cacao
Preparate degli gnocchi con farina, patate lessate in acqua leggermente salata, un uovo e abbondante polvere di cacao amaro.
Cuoceteli in acqua bollente il tempo necessario per farli salire a galla. Conditeli con una salsa di formaggio fuso e pere tagliate a fettine sottilissime, ammorbidite dal calore.


5 commenti:

  1. Ciao Adriana, bellissimi questi antichi locali che hanno mantenuto le tradizioni, sono molto suggestivi, sia come arredamento sia per l'aria un po' retro' che si respira entrando, grazie per le notizie, non lo conoscevo questo bicerin, suppongo sia delizioso, ciao baci rosa, buona settimana.)

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  2. Ciao Adriana, è bellissimo questo posto! E' a Torino vero? Io non conosco molto Torino ( ci sono stata qualche volta per lo più di passaggio), ma so che è una città molto elegante. Credo che locali come questi, dovrebbero essere conservati per sempre perché rappresentano un pezzo di storia della città. A presto

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  3. Si è a Torino e si, era una città elegante anche se un po' borghese, ma ora si sta inesorabilmente rovinando, sarà che i torinesi sono "in via d'estinzione"??

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  4. Che bonta'...una vera sciccheria della nostra citta' che ,nonostante tutto, alcune tradizioni continua a conservarle.
    Ciao, buona serata!

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  5. Me ne hanno parlato! Una vera istituzione!

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coccole