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lunedì 3 febbraio 2014

Poesie sul Carnevale...quasi sconosciute



CARLO GOLDONI - La stagion del carnevale
 
La stagion del Carnevale
tutto il Mondo fa cambiar.
Chi sta bene e chi sta male
Carnevale fa rallegrar.

Chi ha denari se li spende;
chi non ne ha ne vuol trovar;
e s'impegna, e poi si vende,
per andarsi a sollazzar.

Qua la moglie e là il marito,
ognuno va dove gli par;
ognun corre a qualche invito,
chi a giocare e chi a ballar. 

 

GABRIELE D'ANNUNZIO - Carnevale vecchio e pazzo
 
Carnevale vecchio e pazzo
s'è venduto il materasso
per comprare pane, vino,
tarallucci e cotechino.
E mangiando a crepapelle
la montagna di frittelle
gli è cresciuto un gran pancione
che somiglia ad un pallone.
Beve, beve all'improvviso
gli diventa rosso il viso
poi gli scoppia anche la pancia
mentre ancora mangia, mangia.
Così muore il Carnevale
e gli fanno il funerale:
dalla polvere era nato
e di polvere è tornato.

 


G.GAIDA -  IL GIROTONDO DELLE MACCHINE
 
E' Gianduia torinese
Meneghino milanese.
Vien da Bergamo Arlecchino
Stenterello è fiorentino.
Veneziano è Pantalone,
con l'allegra Colombina.
Di Bologna Balanzone,
con il furbo Fagiolino.
Vien da Roma Rugantino:
Pur romano è Meo Patacca.
Siciliano Peppenappa,
di Verona Fracanappa
e Pulcinella napoletano.
Lieti e concordi si dan la mano;
vengon da luoghi tanto lontani,
ma son fratelli, sono italiani.

 

 GIANNI RODARI - Il vestito di Arlecchino
Per fare un vestito ad Arlecchino
ci mise una toppa Meneghino,
ne mise un'altra Pulcinella,
una Gianduia, una Brighella.
Pantalone, vecchio pidocchio,
ci mise uno strappo sul ginocchio,
e Stenterello, largo di mano
qualche macchia di vino toscano.
Colombina che lo cucì
fece un vestito stretto così.
Arlecchino lo mise lo stesso
ma ci stava un tantino perplesso.
Disse allora Balanzone,
bolognese dottorone:
'Ti assicuro e te lo giuro
che ti andrà bene li mese venturo
se osserverai la mia ricetta:
un giorno digiuno e l'altro bolletta!".


 

 TrilussaLa Maschera


Vent'anni fa m'ammascherai pur'io!
E ancora tengo er grugno de cartone
che servì p'annisconne quello mio.
Sta da vent'anni sopra un credenzone
quela Maschera buffa, ch'è restata
sempre co' la medesima espressione,
sempre co' la medesima risata.
Una vorta je chiesi: E come fai
a conservà lo stesso bon umore
puro ne li momenti der dolore,
puro quanno me trovo fra li guai?
Felice te, che nun te cambi mai!
Felice te, che vivi senza core! -
La Maschera rispose: E tu che piagni
che ce guadagni? Gnente! Ce guadagni
che la gente dirà: Povero diavolo,
te compatisco... me dispiace assai...
Ma, in fonno, credi, nun j'importa un cavolo!
Fa' invece come me, ch'ho sempre riso:
e se te pija la malinconia
coprete er viso co' la faccia mia
così la gente nun se scoccerà... -
D'allora in poi nascónno li dolori
de dietro a un'allegia de cartapista
e passo per un celebre egoista
che se ne frega de l'umanità!


17 commenti:

  1. Cara Adriana, sono veramente belle queste poesie di carnevale, ora che sta arrivando molti si staranno già preparandosi.
    Ciao e buona notte cara amica, stasera mi sento molto stanco.
    Tomaso

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    1. Buonanotte Tomaso...sai che questo tempo nevoso e freddo porta a dormire di più?

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  2. Poesie e maschere. Quanta laboriosità nel realizzare entrambe. Ci vuole fantasia in entrambe! Buona settimana. NI

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    1. Pensa che io sono nata vicino a Venezia e il suo carnevale mi ha sempre emozionato

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  3. Ciao Adry, sono un'amica virtuale di Melinda che mi ha consigliato il tuo blog.
    Bella questa raccolta di poesie, un pò ne consocevo perchè le studiavo a scuola quando ero ragazza.
    Ma Carnevale quest'anno si farà ancora attendere, dovremo aspettare Marzo!
    Ti seguirò con piacere
    Mary del blog
    http://maryfisherontheroad.blogspot.it/

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    1. Grazie della visita, ricambierò...intanto benvenuta

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  4. Ma che belle queste poesie, grazie per averle condivise!
    Ma sai che mancano ancora 26 giorni a Carnevale? Che noia!
    Un abbraccio

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    1. Quando i miei figli erano piccoli era divertente, costruivamo costumi e maschere a casa ed era tutto più allegro.
      Un abbraccio

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  5. A mio parere, quella di Rodari e la migliore.
    Cristiana

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    1. Ce ne sono tante anche più belle, ma queste mi parevano meno conosciute. Ciao

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  6. Non so il perchè ma il carnevale mi mette addosso tanta tristezza. Belle le poesie che hai postato, non le conoscevo!
    Un abbraccio :)

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    1. Tristezza no, ma neanche più tanta allegria, mi pare un periodo un po' senza senso (...a proposito del senso della vita...
      un abbraccio

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  7. ciao Adry, belle poesie allegre e scanzonate, non le conoscevo, D'annunzio mi ha sorpreso un po' in questa veste diversa da come siamo abituati a leggerlo, grazie, buona giornata rosa.)

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  8. A me è piaciuto Trilussa
    che come al solito alla fine dice una delle sue verità.

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  9. Se nessuna di queste poesie sul carnevale mi è sconosciuta, lo devo alla mia mania di raccogliere poesie suddivise per tema, ma le ho rilette volentieri, specialmente quella di Trilussa.
    Ciao e grazie.

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  10. Ciao Adry,
    una bella carrellata di brani poetici, anche se ho gradito molto quello di Goldoni e Trilussa.
    Peccato che il carattere di stampa della seconda sia troppo piccolo ;-)
    Profitto per ringraziarti dell'attenzione che riservi all'Angolo e ti lascio un cordialissimo saluto.

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  11. Adry
    sono un vecchio 85enne di scarsissima memoria. Da qualche giorno sto cercando di ricuperare una poesia che ha, come seconda strofa, "mentre impazza per strada il carnevale". Credevo fosse di Corazzini, ma non son riuscito ad averne conferma. Mi potresti aiutare (anche se è già Quaresima)?

    Grazie

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