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lunedì 21 gennaio 2013

Nel passato di Torino...

ci sono molte ...carceri, ma vi voglio parlare di una di cui sono stata indirettamente quasi spettatrice...




I Luoghi

1. Torri Palatine dette Carceri del Vicariato in funzione dal '500
2. Carceri Castello dal '300, Palazzo Madama, Piazza Castello
3. Carceri criminali o del Senato in funzione dal '500, via San Domenico 13.
4. Carceri delle Ferrate in funzione dal 1750, via San Domenico 32.
5. Carceri correzionali in funzione dal 1802, via Stampatori 3.
6. Carceri della Cittadella in funzione dal 1566.
7. La Generala (poi Ferrante Aporti) in funzione dal 1840, corso Unione Sovietica 327.
8. Il Buon Pastore in funzione dal 1843, corso Principe Eugenio,12.
9. L'Ergastolo Il Castro dal 1792, via Ormea, 127-129.
10. Carcere Centrale (poi "Le Nuove") in funzione dal 1870, corso Vittorio Emanuele II, 127
11. Casa Circondariale Le Vallette in funzione dal 1987, via Pianezza, 300.
12. Rondò della forca
13. Arciconfraternita della Misericordia operante dal 1578, via Barbaroux, 41
14. Opera Pia Barolo dal 1864, via delle Orfane







si tratta dell'Istituto Buon Pastore creato con "regio biglietto del 18 luglio 1843 di Carlo Alberto" un istituto “di correzione ed emendamento delle minorenni traviate” .
Scopo dell'opera era provvedere gratuitamente al ricovero, mantenimento, educazione, istruzione ed eventuale correzione di ragazze povere di età tra i 10 e i 20 anni, distinte in "educande" e "corrigende"; lo stesso servizio era fornito a ragazze non povere dietro pagamento di una retta. La sezione delle "Maddalene" comprendeva le assistite giunte a maggiore età che rimanevano a servizio dell'Istituto. Un'ultima sezione, "alterate di mente", offriva ricovero a pagamento a donne di agiata condizione. 
 

 L’istituto fu fondato il 5 Luglio 1844 da Suor Maria di Sant’Olimpio d’Aumas, superiora generale delle religiose del Buon Pastore, con lo scopo di educare “fanciulle traviate e di non agiate condizioni”.
La “casa” del Buon Pastore comprendeva:
le Penitenti, cioè “giovani traviate e convertite”
le Maddalene, cioè “giovani convertite che aspiravano alla professione monastica”
le Preservande, cioè “giovani povere che sono in pericolo”
le Educande, cioè “giovani oneste di famiglie civili che per lo stato della loro mente avessero bisogno di speciali cure”.
L’istituto rimase attivo fino alla fine degli anni Settanta.
Attualmente alcuni edifici sono occupati da uffici della Regione, altri tre, tra cui una chiesetta, sono in stato di abbandono.
Di notevole interesse il giardino interno che purtroppo è totalmente inutilizzato.

 





Io ho "conosciuto " o meglio sono venuta a conoscenza dell'esistenza di questa "Casa protetta" (forse adesso la chiamerebbero così) verso la metà degli anni '70 ...ricordo che me ne parlò mio padre in quanto un suo compagno di lavoro vi aveva "portato" (o meglio dire internato) la figlia quindicenne che , come si legge: "Sezione Corrigende
In questa Sezione si trovano le minorenni, le quali vengono ricoverate nell'Istituto o per decreto del Presidente del Tribunale su istanza dei genitori o del tutore..., o dall'autorità di pubblica sicurezza per essere trovate senza appoggio ed indirizzate su strada non buona.
Le ricoverate di questa Sezione si possono quindi dividere in due gruppi principali, cioè di quelle che si trovano nell'Istituto per correzione paterna e di quelle che vi sono per ricovero forzato ordinato dall'autorità.


Era appunto il padre che descriveva al mio come la ragazza , quando la andava a trovare, lo pregasse di riportarla a casa che "avrebbe fatto la buona" (era semplicemente senza mamma e un po' scapestrata).
Gli descriveva anche i metodi "correttivi" che usavano le suore (dal lasciarle senza cibo , al freddo o nei casi più "gravi" anche con pene corporali) anche se si legge così:
... Alle ricoverate nella Sezione Corrigende si cerca con ogni possibile di dare una educazione la quale coll'emendamento morale le renda capaci di procurarsi onestamente mezzi di sussistenza.
Esse attendono nel laboratorio comune a lavori diversi, fra i quali principalmente alla confezione di biancheria, lavori in maglia ed alla fabbricazione di guanti in pelle. ... Il lavoro è tratto alternato col canto, diretto sia ad igienica distrazione, che a salutare occupazione della mente.


Cose d'altri tempi....

9 commenti:

  1. Cara Adriana una bella documentazione! grazie che con molta chiarezza ci hai spiegato la lunga storia di queste carceri.
    Ciao e buona serata.
    Tomaso

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    1. Erano terribili per quelle povere ragazze...

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  2. Proprio cose d'altri tempi...mette i brividi il sapere quante povere ragazze sono passate da la.....
    Speriamo che venga recuperato qualcosa perchè è un peccato perdere strutture storiche e soprattutto il giardino.
    Bel post Adriana,molto interessante.
    Ciao,buona serata!!!

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    1. Purtroppo ci sono anche altre strutture che vengono lasciate rovinare per....
      Erano proprio ragazzine che avevano la sfortuna di non avere risorse o ancora peggio di essere considerate delle persone da "salvare"

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  3. Povere ragazze...non so dire altro.

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    1. Povere davvero, io mi ricordo ancora cosa mi raccontava mio padre,erano picchiate e altro e i genitori pagavano anche una retta per "redimerle".

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  4. Sai che ho idea che oggi sia peggio!
    i maltrattamenti che fanno scalpore non sono che la parte mersa
    di un mondo di brutture e maltrattamenti diffuso su tutto il territorio,
    sono la tragica continuazione di quel mondo che descrivi tu
    e dirò di più, che i maltrattamenti si sono spostati dal fisico all'intelletto,
    peggiorando lo stato psichico dei pazienti.
    Grazie comunque del post.
    Ciao.

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    1. penso che tu abbia ragione nel senso che oggi i maltrattamenti siano più a livello psicologico, ma anche allora le "persone" che seguivano queste povere ragazze usavano metodi molto subdoli (te lo posso assicurare perchè ho frequentato, purtroppo scuole religiose)
      Ciao

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  5. ...e pensare che la Generala - poi Ferrante Aporti - venivano appunto considerati "luoghi di accoglienza".... poveri noi !!

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coccole...