Sabbia bianca

lavoro del mare
nei secoli

Informazioni personali

lunedì 26 marzo 2012

La dama con l'ermellino di Leonardo da Vinci

ovvero dicasi...col furetto!

casa natale (è ancora così)
Figlio illegittimo del notaio ser Piero da Vinci, nacque ad Anchiano il 15 aprile 1452, sua madre era una certa Caterina che non fu mai esattamente identificata. Fu ben accettato dal padre che non ebbe figli, infatti si legge così :«Lionardo figliuolo di detto ser Piero non legittimo nato di lui e della Chaterina che al presente è donna d'Achattabriga di Piero del Vacca da Vinci, d'anni 5».


 Ricordo di aver letto che ancora giovincello , ma già conosciuto come pittore, ebbe commissionato dal padre per un mercante uno scudo, Leonardo vi dipinse un drago e poi lo pose nella stanza semibuia con un raggio di luce ad illuminare la parte dipinta, si dice che il padre entrato rimase talmente impressionato che andò a comperare per il mercante uno scudo già preparato e quello lo portò direttamente a Firenze.


Una sua frase :
La pittura è una poesia che si vede e non si sente, e la poesia è una pittura che si sente e non si vede. Adunque queste due poesie, o vuoi dire due pitture, hanno scambiati i sensi, per i quali esse dovrebbero penetrare all'intelletto .


Una sua favola :
Il granchio

Un granchio si accorse che molti pesciolini, anziché avventurarsi nel fiume, preferivano aggirarsi prudenti intorno ad un masso. L'acqua era limpida come l'aria, e i pesci nuotavano tranquilli godendosi l'ombra e il sole. Il granchio attese la notte, e quando fu sicuro che nessuno lo avrebbe visto, andò a nascondersi sotto il masso.
Da quel nascondiglio, come un orco dalla sua tana spiava i pesciolini, e quando gli passavano vicino li acciuffava e li mangiava.
- Non è bello ciò che stai facendo, brontolò il masso. Approfitti di me per uccidere questi poveri innocenti.
Il granchio non ascoltò nemmeno. Felice e contento seguitava a catturare i pesciolini trovandoli di un sapore prelibato. Ma un giorno, all'improvviso, venne la piena. Il fiume si gonfiò, investì con grande forza il masso, che rotolò nel letto del fiume, schiacciando il granchio che gli stava sotto.




Leonardo da Vinci muore il 2 maggio 1519 , a soli 67 anni,  nella residenza di Cloux, e viene sepolto nella chiesa di S. Valentino presso Amboise,  lasciando tutti i suoi manoscritti, disegni e strumenti in eredità agli allievi Francesco Melzi e Salai (diavolo) , suo discepolo preferito e più amato, con cui si dice avesse rapporti "strani" e che nella sua eredità ebbe molte opere di Leonardo, tra cui pare anche La Gioconda (non si sa se originale o copia).
Salai (uno dei tanti dipinti)


1 commento:

  1. Ciao Adriana, se non sbaglio il quadro si trova nel museo di Cracovia (di cui non ricordo il nome) e si dice che la donna ritratta fosse Cecilia Gallerani. Di Leonardo amo tutto: quadri, disegni, studi e realizzazione di macchine che per l'epoca erano delle enormi novità e che anzi non erano capite dai contemporanei.
    Bella la favoletta e per quanto riguarda l'ultima frase che fosse o non fosse me ne frego altamente perché l'importante è tutto quello che ci ha lasciato. Si diceva anche che Salai gli fosse servito da modello per la Gioconda e poi si è scoperto che non era così.
    Ottima la scelta del quadro perchè tutti parlano e straparlano solo sulla Giocona. Domani in TV faranno il film "DaVinci code". Un caro saluto.

    RispondiElimina

coccole