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lunedì 12 marzo 2012

Lettera o e-mail ?


Mentre mettevo a posto in un cassetto ho trovato della carta da lettera : (oh, che cosa antiquata) con le mie iniziali, con il giglio fiorentino, con bordure rinascimento e addirittura una specialissima carta che facevano (non oso dire ..fanno) vicino ad Assisi con fiori e foglie contenuti nell'impasto e pressati...regali di un tempo che fu!
Già perchè chi ormai scrive lettere personali? Non si si scrivono quasi più quelle commerciali.
Ci sono metodi ben più veloci : telefono, e-mail, sms, chat...
Ecco appunto le e-mail, sono davvero il degno sostituto delle lettere?
Un metodo più veloce certamente, ma uguale?
Pensiamo un po'... i più giovani probailmente si sentiranno un po' in imbarazzo... una lettera? e come si scriverà? ma soprattutto cosa si può dire?
Nei tempi passati si imparava il bon-ton della lettera (come l'impaginatura del pc) : la data e la località, l'approccio iniziale, il "corpo" vero e proprio, la conclusione, i saluti e la firma, era complicato.
C'erano regole per tutto..il tu o il lei? i margini? in bella calligrafia o stampatello (c'era sempre chi aveva una brutta calligrafia, come mio figlio)? No, no, stampatello mai, rigorosamente corsivo.
Un'introduzione o si va al punto? Perchè una lettera si sciveva per un motivo : notizie generali e di salute, annunci belli o tristi, avvenimenti quotidiani, ma anche per comunicare sentimenti : amore, gioia, dolore, impazienza, attesa... tutto questo tracciato e racchiuso nei segni che faceva la penna.
Poi si piegava e si affidava una parte dei  sentimenti del nostro cuore alla busta chiusa su cui campeggiava, sempre in bella calligrafia l'indirizzo e ci si metteva in fervida attesa, con un occhi che per un po' di tempo sbirciava la cassetta delle lettere.
Stupore e gioia quando il postino ci portava la risposta...già, una lettera doveva avere sempre una risposta, che però a volte non arrivava ( e non sempre era colpa delle Poste).

Ma dietro quest'attesa c'era tutto un lavorio : avevamo prima pensato di scrivere, poi ci eravamo muniti di carta (scelta con cura a seconda del caso, magari anche profumata o colorata) e penna (magari stilografica), avevamo pensato come iniziare, come comunicare le cose, quali erano i saluti più giusti ( cari saluti, cordiali, affettuosi o per gli innamorati "ti amo"), come fare la firma ( per esteso? nome e cognome? diminutivo? anche quella è una parte di noi).
Che trepidazione quando finalmente nella cassetta delle lettere occhieggiava la risposta (se arrivava), guardavamo la busta (che portava su di sè medesima il viaggio che aveva fatto e magari era un po' rovinata), aprivamo ( con cura con il tagliacarte, questo sconosciuto, o strappavamo, a seconda dell'urgenza) e finalmente ai nostri occhi apparivano parole ed era una sorpresa, ogni parola era un sentimento che tornava indietro, bello o brutto, penetrava nel nostro cuore e in base a quello, la lettera prendeva due vie : la scatola o ilcassetto delle cose preziose ( ed era già un ricordo) o il cestino.
" una lettera in bella calligrafia"
E l'e-mail ?
Ve ne parlerò ...domani

4 commenti:

  1. Buona notte cara Adriana. se passi da me e ti interessa puoi prendere un premio.
    Tomaso

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  2. Mi hai fatto ricordare quanto mi piaceva avere corrispondenza con amiche lontane quando ero ragazzina. Ma ora il mondo è più veloce, ed è molto meglio parlarsi in tempo reale.

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    1. Forse, ma era molto bella l'attesa, anche se le notizie arrivavano sempre ...dal passato

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  3. Completamente in linea. Effettivamente una volta era tutta un'altra cosa, anche per le cose molto importanti bisognava aspettare molti giorni. Ho avuto lo stesso regalo da parte di mio padre quando mi sono diplomato. Ma ancora oggi mi piace inviare qualche cartolina scritta a mano per le ricorrenze, anche se c'è una enorme concorrenza da cartoline.net.
    Un saluto cordiale.

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