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sabato 10 novembre 2012

L'estate di San Martino



 Questo termine è diventato conosciuto perchè nel periodo dopo le prime gelate tornava per qualche tempo un po' di tepore, tradizionalmente venivano rinnovati i contratti agricoli annuali per cui si diceva di "far S. Martino"  cioè trasloccare approfittando proprio dei giorni un po' tiepidi.
Martino, figlio di un tribuno romano, nacque a Sabaria, in Pannonia (ai confini dell’Ungheria con l’Austria), verso fra il 315 e 317. Suo padre gli diede il nome di Martino in onore di Marte, il dio della guerra.
A scuola Martino prese i primi contatti con i cristiani e, all'insaputa dei genitori, si fece catecumeno e prese a frequentare con assiduità le assemblee cristiane. Si narra che avesse appena dodici anni quando, contro la volontà dei suoi genitori, che credevano negli dei di Roma, si fece battezzare e divenne cristiano.
Nonostante ciò dovette diventare soldato e la leggenda si riferisce proprio a quel periodo.

Mentre era ancora soldato, in una grigia giornata d’autunno, mentre usciva da una delle porte della città francese di Amiens, dove viveva, Martino vide un povero vecchio, mezzo nudo e tremante per il freddo. Preso da pietà sguainò la spada, tagliò il suo bel mantello di lana e ne diede la metà al povero per coprirsi e scaldarsi. Subito il sole spuntò nel cielo proprio come in una calda giornata estiva. 

 Tutti conosciamo la frase ‘A San Martino ogni mosto diventa vino’, ma perché si dice così? Perché la festività di San Martino cade l’11 novembre, nei giorni in cui si completa la raccolta dei frutti, il mosto ribolle nei tini ed è prossima la svinatura .
Questo ricorda questa poesia...S. Martino di Giosuè Carducci

La nebbia a gl'irti colli
Piovigginando sale,
E sotto il maestrale
Urla e biancheggia il mar;
Ma per le vie del borgo
Dal ribollir de' tini
Va l'aspro odor de i vini
L'anime a rallegrar.
Gira su' ceppi accesi
Lo spiedo scoppiettando:
Sta il cacciator fischiando
Su l'uscio a rimirar
Tra le rossastre nubi
Stormi d'uccelli neri,
Com'esuli pensieri,
Nel vespero migrar


Una versione originale.

6 commenti:

  1. È bello ricordare San Martino che la storia lo definisce il Santo dei poveri, la sua figura emblematica che taglia il suo mantello per donare al povero. Ciao e buona notte cara Adriana.
    Tomaso

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  2. Ciao Adriana quest'anno e sparita
    anche l'estate di San martino
    quì sono piu di dodici ore che piove interrottamente
    spero che da te sia un pò migliore
    ciaoo!

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  3. Cara amica, ormai acqua e qualche castagna

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  4. Ciao. Oggi a Cherasco sole , cielo azzurrissimo e all'orizzonte la cerchia delle Alpi innevate. Bello. Una vera estate di san Martino.

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  5. Anche qui non è andata male : mattino pioggia ma pomeriggio sole e temperatura mite

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  6. Credo che se l'avessi interpretata come Fiorello, quando ero alle superiori, avrei preso un bel zero. In ogni caso mi piace come mi piace il tuo post. Ciao.

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