Sabbia bianca

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venerdì 2 novembre 2012

due poesie a confronto


molto conosciuta in cui si incita a vivere, ad aprire gli orizzonti, a cambiare idee contrapposta alla fissità, al rimanere nel proprio pacifico "nido".

una versione un po' inusuale


l'infinito  di Giacomo Leopardi

Sempre caro mi fu quest’ermo colle,
E questa siepe, che da tanta parte
Dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e rimirando, interminati
Spazi di là da quella, e sovrumani
Silenzi, e profondissima quiete
Io nel pensier mi fingo, ove per poco
Il cor non si spaura. E come il vento
Odo stormir tra queste piante, io quello
Infinito silenzio a questa voce
Vo comparando: e mi sovvien l’eterno,
E le morte stagioni, e la presente
E viva, e il suon di lei. Così tra questa
Immensità s’annega il pensier mio:
E il naufragar m’è dolce in questo mare.





9 commenti:

  1. Cara Adriana come vidi ci sono nuovamente, spero di rimanerci molto a lungo tra di voi tutti.
    Hai fatto una scelta bellissima, l'inizio affascina, una audio poesia che racconta la verità. Poi vedere il passato e stato una emozione vedere Marco Simoncelli.
    Per chiudere ciò che chiudendo gli occhi sogni con questa bella voce melodica.
    Ciao e buon fine settimana cara amica.
    Tomaso

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    1. bentornato, sono contenta che ti sia piaciuto questo post.

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  2. Se fosse una gara voterei Leopardi. Assolutamente.

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    1. anch'io e mi accorgo che adesso leggendo senza l'assillo di studiare a memoria apprezzo molto di più.

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  3. Preferisco Neruda perché l'Infinito mi ricorda troppo i giorni di scuola in cui una professoressa di italiano ci obbligava ad imparare tutto a memoria senza spiegarci il senso dei versi. Ma forse hai ragione tu, bisognerebbe rileggere il Leopardi senza l'ssillo del voto da prendere. Buonanotte.

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  4. sto riscoprendo un po' tutte le poesie "classiche" di scuola ed una visione molto diversa.

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  5. Ciao adriana mi sono comosso sentire Marco
    quanta voglia di vivere in quelle parole,
    ciao cara amica buon pomeriggio.

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  6. anche a me fa tristezza sapere che non c'è più.

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coccole