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domenica 13 aprile 2014

il'indovinello era difficile...

il libro era  La Chiave di Junichiro Tanizaki



Devo dire che ne sono venuta a conoscenza in un modo banale , c'è stata una specie di festa del lbro a Venaria e c'era un banchetto in cui regalavano vecchi libri : guardavi, sceglievi e portavi a casa.
Mi ha colpito la copertina e l'origine dello scrittore, mi è venuto in mente che ne avevo sentito parlare tanti anni fa come di un libro erotico, ma non lo avevo mai letto, così me lo sono portato a casa.
Ed ecco per chi interessasse qualche notizia...
qquesto è l'autore

Jun'ichirō Tanizaki (谷崎 潤一郎 Tanizaki Jun'ichirō (Tokyo 24 luglio 1886 - Atami 30 luglio 1965) è stato uno scrittore giapponene.

Nato da una famiglia della media borghesia frequentò l’università fino all’interruzione degli studi nel 1910  per problemi economici o per la difficoltà di adattarsi al rigido ambiente universitario.
Abbandonati gli studi, decise di dedicarsi completamente alla letteratura. Già dalle prime opere si comincia a delineare una figura femminile, spesso protagonista, intrisa di un erotismo  decadente, con sfumature di masochismo e feticismo. Dopo l’opera prima Shisei (Il tatuaggio), pubblica Akuma (Il diavolo,), Jotaro  e Fumiko no ashi (I piedi di Fumiko) in cui si sviluppa una tematica feticista che lo accompagnerà nell'intera sua opera.

Il lbro
La chiave di Junichiro Tanizaki è un libro erotico. Non perché, in esso, abbondino le
minute e/o appassionanti descrizioni di atti sessuali (che non ci sono proprio);di volta in volta riusciamo a intuire, più o meno, l’entità e la densità delle trasgressioni compiute dai personaggi: vale a dire ch’essi ci raccontano di aver vissuto un’esperienza particolarmente intensa, magari, ma poi questa esperienza
non viene descritta, bensì appena suggerita.
il libro è in forma di diario, un diario che (diversamente da ciò che accade con molti romanzi “diaristici”) interagisce col mondo: vale a dire che viene nascosto, spostato, preso, chiuso, aperto, serrato col nastro adesivo affinché non venga letto. Perché, da parte di chi scrive il diario (e di diari ce ne sono, qui,
ben due: quello di un uomo di mezza età, e quello della moglie di dieci anni più giovane)esiste il timore (o il desiderio, o tutt’e due le cose) che l’altro coniuge possa leggere il proprio diario intimo. .
C’è, in questo romanzo, unacoppia di coniugi giapponesi. Ciascuno tiene un diario, in cui annota essenzialmente vicende relative alla propria vita di coppia, e alle proprie fantasie, o esigenze, sessuali.
Questo aspetto di “descrizione dell’immaginario erotico” è, all’inizio, più spinto nel marito che nella moglie: dacché lui è descritto (anzi, si descrive da sé) come un uomo animato da inquietudini erotiche, mentre lei (o vorrebbe essere) il ritratto della moglie tradizionale giapponese, ancorata ai tradizionali valori della famiglia e
dell’obbedienza al marito. In realtà, si capisce da subito che quella della signora è un po’ una posa: e ch’ella, ben lontana dall’essere  una moglie docile e acquiescente, si serve spietatamente del ruolo cheimpersona, per appagare le proprie fantasie più morbose.


Spero di avervi incuriosito....

1 commento:

  1. Chissà perchè poi le donne devono mantenere sempre questa apparenza che le porta lontano dal loro vero sentire. La storia vi ha massacrato e ancora oggi, dietro un'apparenza di parità, si nascondono molti tabù e discriminazioni.
    A presto

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