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lunedì 21 aprile 2014

Noi... negli anni '60 il giorno di Pasquetta

lo trascorrevamo così...



Se la Pasqua era un giorno dedicato alla religione, il giorno dopo era pagano perchè riportava alla natura e ai riti della primavera.
Ci si alza presto e pieni di aspettative, si era aspettato un anno... i compiti erano divisi tra maschi e femmine, mentre le donne (e le bambine) preparavano le vettovaglie, i maschi (e i bambini) controllavano i mezzi di trasporto : le biciclette.
Io aiutavo la mamma a preparare il cibo (avanzi riciclati del pranzo pasquale e rimpolpati da insaccati, uova sode, verdura e frutta, tutto cibo rustico) che veniva deposto in un cesto di paglia insieme alla tovaglia a quadri rossi e mica i tovaglioli di carta o le stoviglie usa e getta...quello che avanza si riportava a casa). Intanto il mio babbo e mio fratello avevano gonfiato le ruote delle biciclette (ricordo che erano dure dure e mio papà le pizzicava con le dita e...non erano mai abbastanza gonfie).
I cestini si portavano infilati sui manubri delle bici e io aspettavo con impazienzadi salire sulla "canna" della bicicletta di mio papà perchè mi sentivo sicura e protetta fra le sue braccia mentre lui pedalava veloce e l'aria frizzante mi passava tra i capelli...
Si andava tutti gli anni nello stesso posto, appena fuori Torino, dove incominciavano i prati, era lo stesso posto, ma in un anno cambiano tante cose e tutto può essere diverso...almeno ai miei ochi di bambina : un albero più alto, dei fiori diversi, magari le pecore che brucavano, insomma tante cose da scoprire!

C'era un grande muraglione da cui spuntavano alberi altissimi e dove io mi dirigevo subito, mentre la mamma stendeva la tovaglia a quadri e disponeva il cibo, sapevo che lì attorno spuntavano le viole "più grosse e più profumate del mondo"...


E' questo il ricordo più dolce che ho di quelle giornate : prima le andavo a guardare, scoprendole nascoste sotto le fogli, annusavo la loro fraganza, ammiravo il loro colore, il capolino che usciva tra le foglie di un tenero verde e poi pensavo che a sera ne avrei raccolto un mazzetto da portare a casa....il che non avveniva quasi mai, poi vi spiegherò perchè...
Intanto i "grandi" parlavano e magari giocavano a bocce, le mamme raccoglievano i "girasoli" ( tarassaco) da portare a casa (non mi piacevano) e noi bambini giocavamo a rincorrerci, a palla , a nascondino.



Poi si mangiava...spuntavano panini, uova, salame e poi tra gruppi famigliari ci si scambiava i piatti e il tutto "innafiato" da un bicchiere di vino ( beh, non si guidava....e in bici al massimo si andava un po' storti).
Ore semplici, rilassanti, ma anche entusiasmanti di scoperte...
Stava quasi per arrivare il momento in cui pensavo già di andare alla raccolta delle "più belle viole del mondo"...quando all'orizzonte si profilavano nuvoloni grigi



Ed ea un fuggi fuggi...si raccoglieva in fretta tutto il rimasto e s'infilava alla rinfusa nei cesti,  si recuperavano il più velocemente possibile le biciclette e si pedalava a rotta di collo per riuscire ad arrivare almeno in un posto al coperto...addio violette, non c'era più il tempo per raccoglierle.
Il brutto è che succedeva immancabilmente tutti gli anni, che io mi ricordi la Pasquetta erminava con vari gradi di "bagnato :  dall'"appena umido" al "bagnato fradicio", forse un paio di volte tornai "asciutta" nel senso che la giornata si concluse senza temporale...quindi non è poi cambiato molto nella situazione atmosferica di questi nostri giorni!!!




10 commenti:

  1. Ciao Adriana, che bei ricordi vero?
    Si era piccole e tutto pareva una avventura.

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  2. Adry bella amica mia, sono sicura che se Pupi Avati leggesse il tuo racconto ne trarrebbe un bellissimo film!
    Bacio serale !+++

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  3. Così a memoria, non ricordo di gite fuori porta in quegli anni....e il motivo è stato sicuramente la prematura scomparsa di mia mamma, nessuno in famiglia aveva (credo) voglia di festeggiare...
    Il tuo è un gran bel racconto Adry, si sente che hai vissuto con entusiasmo quei momenti!

    A presto.

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    1. come dicevo...ci si accontentava di molto meno e forse si aveva qualcosa in più

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  4. Non è cambiato per niente, da che ho memoria il weekend pasquale è sempre stato un disastro!
    Un abbraccio, Mary

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    1. anch'io ricordo sempre il temporale che rovinava la festa, sarà mai che ci ricordiamo di più delle cose negative?

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  5. Adesso se uno non abita in campagna o in montagna può scordarsela una giornata così, in città c'è troppo cemento, troppe case... manca anche l'aria.
    Un abbraccio grande
    TVB

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    1. purtroppo il progresso ci fa pagare lo scotto...un grande abbraccio

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