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domenica 13 novembre 2011

il diavolo ci mette la coda....anzi lo zoccolo




Il Ponte del Diavolo (o Ponte del Roch di Lanzo)

di Mariano Salvatore
Disegno di Massimo Battaglia
In Val di Lanzo un satanasso
con quaranta indiavolati
combinava un gran sconquasso
per trovare altri dannati.
Ma la caccia fu infruttuosa
perché un santo intraprendente
alla gente laboriosa
insegnò ad esser credente.
Un dì, Satana infuriato
sulla riva di un torrente
scorse il santo venerato
e con fare prepotente
disse: "frate, hai esagerato,
non lasciando che la gente
compia più alcun peccato!"
Il sant'uomo molto astuto
raggirò, senza esitare,
quel gran demone cornuto,
convincendolo a creare
un passaggio imponente
per poter attraversare
in un attimo il torrente;
concedendo a quel "Caronte"
di portar con se, dannato,
chi per primo sul suo ponte
fosse, tosto, transitato.
Il demonio compiaciuto
abboccò a quel tranello
ed il santo molto astuto
spinse sopra un bel vitello.



Alto sul pelo dell'acqua circa 15 metri, "la sua gittata è di circa 37 metri tra la spalla del Monte Basso, in sponda destra della Stura e la spalla del monte speroniforme, chiamato Monte Buriasco, sul quale stavano appollaiati il castello ed il borgo fortificato, iniziati a costruire dall'episcopo torinese Landolfo (1011-1038)" (A. Cavallai Murat).
La sua costruzione fu deliberata il 1° giugno 1378 dalla Credenza di lanzo presieduta dal castellano Aresmino Provana. Per far fronte alla spesa, di 1400 fiorini fu imposto per dieci anni un dazio sul vino. Nel 1564 il Consiglio di Credenza di lanzo ordinò la costruzione di una porta sul ponte per evitare che forestieri portassero in Lanzo la peste che si era diffusa ad Avigliana e zone limitrofe.
Nel 1800 fu cantato da Giovanni Prati e da Angelo Broferio e nel 1900 da Nino Costa.
Leggenda del ponte del diavolo
Molte volte i valligiani avevano tentato di costruire un ponte sulla Stura, ma l'impeto delle acque ripetutamente aveva travolto il manufatto. Si mormorava che tutto questo fosse opera del Diavolo, che voleva impedire ai contadini dell'altra sponda di andare a messa a Lanzo.
In una grotta, nei pressi, abitava un vecchissimo eremita, che trascorreva la sua vita in meditazione e preghiera. I valligiani si rivolsero a lui, affinché intervenisse in loro favore, ed egli parlò col diavolo in persona! Fecero un patto: il Diavolo avrebbe costruito il ponte in una notte, in cambio della prima anima che fosse passata di lì: una sola anima, una sola arcata!
Come promesso, il giorno seguente, dopo una notte spaventosa, il ponte era costruito. E l'eremita, all'alba depositò all'inizio del ponte un sacco contenente l'anima pattuita. Però nel sacco c'era un cane o, forse, un maialino! La rabbia del Diavolo fu tremenda: trasformò la povera bestia in una pietra e, fuggendo attraverso il ponte, lasciò l'impronta del suo zoccolo davanti a S. Rocco e sulla sponda opposta, alle falde del monte Basso.



4 commenti:

  1. Anche sull'Appennino modenese ci sono almeno due ponti del diavolo che evidentemente studiava ingegneria

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  2. Che posto splendido!Sembra un'ambientazione per lotte di draghi e d'incontri di fate o di eventi magici! Bella anche la leggenda!
    Sono rimasta veramente affascinata!
    A presto..Sibilla

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  3. - Soffio - anche il diavolo usa metodi consoni al territorio.

    - Sibilla - potresti ambientarci un racconto. Effettivamente è suggestivo.
    Ciao

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  4. Ciao Adry, comincio da qui per passare poi ai post successivi (visita dopo qualche giorno, ma inyensa). Bella la leggenda che assomiglia a quella che si racconta a Torcello, una delle isole della laguna veneziana, dove esiste, anche lì, un ponte del diavolo. Bene, continuo a salire.

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coccole