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venerdì 4 novembre 2011

MANDALA

Un paese che avrei voluto visitare è il Tibet, con la sua cultura, il Dalai Lama, le ruote delle preghiere e i mandala.

Mandala (dal sanscrito maṇḍala (मण्डल), letteralmente: «essenza» (maṇḍa) + «possedere» o «contenere» (la); tradotto anche come «cerchio-circonferenza» o «ciclo», entrambi i significati derivanti dal termine tibetano dkyil khor) è un termine simbolico associato alla cultura veda ed in particolar modo alla raccolta di inni o libri chiamata Rig Veda. La parola è utilizzata, anche, per indicare un diagramma circolare costituito, di base, dall'associazione di diverse figure geometriche[1], le più usate delle quali sono il punto, il triangolo, il cerchio ed il quadrato. Il disegno riveste un significato spirituale e rituale sia nel Buddhismo che nell'Hinduismo.

Il Mandala rappresenta, secondo i buddhisti, il processo mediante il quale il cosmo si è formato dal suo centro; attraverso un articolato simbolismo consente una sorta di viaggio iniziatico che permette di crescere interiormente.
I buddhisti riconoscono, però, che i veri Mandala possono essere solamente mentali, le immagini fisiche servono per costruire il vero Mandala che si forma nella mente della gente e vengono consacrate solo per il periodo durante il quale è utilizzato per il servizio religioso.
Al termine del lavoro, dopo un certo periodo di tempo, il mandala viene semplicemente "distrutto", spazzando via la sabbia di cui è composto. Questo gesto vuole ricordare la caducità delle cose e la rinascita, essendo la forza distruttrice, anche una forza che dà la vita

I Mandala hanno una tradizione antichissima e, nello scorso secolo, anche un grande studioso della psicologia occidentale ne ha fatto uno strumento di studio delle personalità dell'uomo. Si parla dello psicoanalista svizzero Carl Gustav Jung (26 luglio 1875 Kesswil - 6 giugno 1961 Küsnacht), che sull'argomento ha scritto quattro saggi dopo averli studiati per oltre venti anni. Secondo Jung, durante i periodi di tensione psichica, figure mandaliche possono apparire spontaneamente nei sogni per portare o indicare la possibilità di un ordine interiore. Il simbolo del mandala, quindi, non è solo un’affascinante forma espressiva ma, agendo a ritroso, esercita anche un’azione sull’autore del disegno perché in questo simbolo si nasconde un effetto magico molto antico: l’immagine ha lo scopo di tracciare un magico solco intorno al centro, un recinto sacro della personalità più intima, un cerchio protettivo che evita la "dispersione" e tiene lontane le preoccupazioni provocate dall’esterno. Ma c’è di più: oltre ad operare al fine di restaurare un ordinamento precedentemente in vigore, un mandala persegue anche la finalità creativa di dare espressione e forma a qualche cosa che tuttora non esiste, a qualcosa di nuovo e di unico.




 Il Potala ormai è un Museo statale da quando il Dalai Lama è andato in esilio e tutta la spiritualità contenuta in esso si è sparpagliata tra le alte cime innevate.
Secondo la tradizione il Dalai Lama che succede ad un altro dovrebbe essere la sua reincarnazione e per tale motivo si andava in cerca del nuovo Lama percorrendo  le strade che gli occhi di quello morente indicavano.

Mi ha divertito in questo leggere questo articolo:
ROMA - Il Dalai Lama non cede di un millimetro e torna a fare sapere al governo di Pechino che spetta solo a lui e ai saggi che lo affiancano stabilire quali sono le procedure che tradizionalmente portano ad identificare il suo successore. Il capo spirituale del buddismo tibetano ha anche aggiunto (mandando su tutte le furie la Cina) che il governo cinese in questo processo non avrà nessun ruolo. La replica di Pechino, arrivata qualche tempo fa, non si è fatta attendere: la reincarnazione del Buddha senza l’autorizzazione del governo è da considerarsi un crimine.

Infatti il Dalai Lama...
Nato nel 1935 in un piccolo villaggio del Tibet nord-orientale, all’età di due anni fu riconosciuto la reincarnazione del suo predecessore, il tredicesimo Dalai Lama, l’Oceano di Saggezza, vale a dire la manifestazione del Buddha della Compassione che avrebbe scelto proprio la via della reincarnazione per servire l’umanità. Sicché quando il tredicesimo Dalai Lama morì, nel 1935, il Governo Tibetano si trovò non tanto a nominare un successore ma a scoprire in quale bambino il Buddha della Compassione si era incarnato. La cosa non si annunciava semplice ma tutti sapevano che il piccolo prescelto sarebbe stato annunciato da segni inequivocabili. Come è sempre avvenuto.

10 commenti:

  1. Bello,non conoscevo i Mandala,bella anche tutta la spiegazione e fantastica la risposta del Dalai Lama ai cinesi.
    Ciao,buona serata!!

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  2. Una cultura davvero affascinante e sfortunata. I mandala mi fanno tornare alla mente le elementari dei miei figli: ora sono molto in voga presso le maestre perchè sono una vera "palestra" per imparare a colorare, ma che pazienza ci vuole!
    Come sta andando il tempo lì da te? Sto seguendo, come tutti, i tragici eventi, e le previsioni sono tuttora molto preoccupanti per il nord-ovest...

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  3. @ Franz - una forma d'arte anch'essa molto rilassante, io li faccio, ma non li distruggo dopo averli finiti!

    @ Dona - non sapevo li usassero a scuola (i miei ormai sono adulti).
    Anch'io sto seguendo i tristi avvenimenti. Qui piove nemmeno tanto, ma anche qui una decina di anni fa abbiamo avuto l'esondazione della Dora per fortuna solo con disagi.

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  4. Sono contenta che la situazione lì da te è tranquilla, speriamo che almeno il Piemonte ne resti fuori. Buonanotte, a domani.

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  5. Nella mia vita ho fatto solo una vacanza, però grazie a questo mondo ora posso conoscere tanti luoghi e conoscere molte info utili
    ciao e grazie

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  6. Il Tibet ha sempre attirato anche me... Dev'essere proprio stupendo vedere dal vivo tutte queste cose che hai descritto

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  7. Grazie Adriana per queste "finestre sul mondo" che spesso ci proponi. Interessanti, ricche e scritte bene. BRAVA!!!

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  8. Adry, purtroppo ormai il Tibet, come tu stessa dici, è un po' schiacciato dalla Cina. Sai che qui in Francia c'è la pagoda più grande dell'Europa?
    Sono particolarmente attirato da questo modo di vita e se un giorno dovessi visitare la pagoda suddetta, sarà mia cura mandarti una foto.
    Per i mandala mi piace prenderne i contorni con lo scanner e poi colorarli con Photoshop. E' molto più fzcile che farli con la sabbia. Se mi contatti via gmail (vedi la mia caricatura) te ne invierò uno allegandolo alla mia risposta. Buonanotte.

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  9. @ Simo -mi fa piacere poter condividere queste piccole esperienze e poi hai così tanto tempo per vedere il mondo. ciao

    @ Emily - non sai quanto piacerebbe a me, ma ormai il Tibet sta scomparendo e io non credo riusciro mai ad andare così lontano, mi devo accontentare dei documentari.
    @ Viola - è un piacere per me far ritornare in mente episodi messi lì da parte. Buona domenica

    @ Elio - io li coloro i mandala, poi non li distruggo, però forse mantiene di più lo spirito farli col pc e poi...cancellarli, passerò sicuramente da te. Ciao

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  10. Adry, non li distruggo, li salvo in un file che si chiama "mandala". Ciao e buon proseguimento di giornata.

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