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venerdì 14 ottobre 2011

Il diario di Adamo ed Eva



Estratti dal diario di Adamo (Mark Twain)

Mercoledì.
Mi sono costruito una capanna per riparrmi dalla pioggia, ma non ho potuto starci in pace. Vi si è intrufolata la nuova creatura. Quando ho cercato di farla uscire, ha mandato fuori dell'acqua da quei due buchi con cui guarda,e se l'è asciugata col dorso delle zampe e ha fatto un rumore come fanno anche gli altri animali quando si trovano nei guai. Vorrei che non parlasse e invece parla sempre.
Non avevo mai sentito una voce umana ed ogni suono nuovo e strano che si insinua in queste solitudini piene di sogno, mi ferisce l'orecchio e mi suona una nota falsa. E questo nuovo suono sempre vicino a me, alla mia spalla, al mio orecchio, prima da una parte poi dall'altra, mentre io sono abituato soltanto ai suoni più o meno lontani da me.
Giovedì.
Costei continua senza sosta a mettere nomi a tutto , qualunque cosa io faccia. Avevo un bellissimo nome per questa proprietà, molto musicale e simpatico: Giardino dell'Eden. Tra me continuo a chiamarlo così,ma lei non più...


Il diario di Eva.

Mercoledì.
...In questi ultimi due giorni poi mi sono sobbarcata tutto il lavoro di dare il nome alle cose, e ciò è stato, per lui, un gran sollievo, perchè, poverino, non è tagliato per questo e allora me ne è grato. E' incapace di pensare un nome razionale, ma non gli faccio capire  che mi sono accorta del suo difetto.

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